Coltescu, il quarto uomo discusso anche in Romania…

L’arbitro, finito sotto i riflettori dopo la sfida fra PSG e Basaksehir è stato oggetto di polemiche anche nel suo paese d’origine.

di Redazione Il Posticipo

Sebastian Coltescu, 43 anni, nato a Craiova. Un nome che fino a poche ore fa apparteneva alla pletora di arbitri internazionali. Dopo PSG-Basaksehir però è un personaggio noto pressoché a chiunque in Europa.I fatti sono noti. L’arbitro, che fungeva da quarto uomo ha utilizzato il termine “negru” per identificare un calciatore della squadra turca. Non ammissibile per la UEFA sempre attentissima a qualsiasi manifestazione che possa essere interpretata come razzista. I giocatori della squadra turca, fra gli applausi dei pochi presenti allo stadio, hanno abbandonato la partita accompagnati dai colleghi del PSG. La partita si rigiocherà dal 14′ ma con una nuova squadra di arbitri. Coltescu, dunque, non ci sarà. E probabilmente non si vedrà sui campi per molto tempo, ma questo lo deciderà la UEFA. L’episodio, però, non ha sorpreso i media della Romania.  Non è una novità, secondo quanto riportato da sport. ro e da AS  che Coltescu finisca nei guai.

RETROCESSO – Il quotidiano spagnolo ha indagato sul passato sportivo del giudice di gara che è finito sul banco degli imputati per le frasi razziste pronunciate durante la sfida del Parco dei Principi. Dunque, Caltescu era considerato un arbitro a quattro stelle sino al 2006. Poi ne 2007 è stato retrocesso ed ha ricominciato a fischiare nella Seconda Divisione.  Nel 2008 è tornato nell’élite del calcio del suo paese.

INGIUSTIFICABILE – Sport.ro  riporta le impressioni di Adrian Porumboiu.  Le sue parole, sono durissime: “Ormai ci sono tanti microfoni, si può facilmente risalire a ciò che si discute in cuffia. Le traduzioni non sono più difficili da fare. Non devi conoscere nessuna lingua straniera per capire. Se dici nero in qualsiasi lingua del mondo si traduce nero, è molto facile da indovinare. Non riesco a capire cosa ci fosse nella sua testa. Non capisco dove pensasse di arbitrare”

CONTESTATO – Fra l’altro, specifica AS, anche in Romania Coltescu non è esattamente popolare. Anzi. “L’intera carriera di Coltescu è piena di momenti bui. Può avere talento, ma può dedicarsi a qualcos’altro, alla musica o al ballo. Tutti devono capire che a un arbitro sono ammessi errori umani, ma non c’è partita in cui non intervenga direttamente nel risultato finale”.

 

 

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