Un colpo di…Coda rompe l’incantesimo della Strega

Un colpo di…Coda al termine del girone d’andata e all’ultima giornata del 2017 regala i primi tre punti al Benevento. E pensare che voleva andar via…

di Redazione Il Posticipo

Prima o poi doveva succedere. Ed è successo. L’ultima in classifica trova la prima vittoria all’ultima giornata del girone d’andata e all’ultimo match del 2017. Un colpo di Coda…in coda al girone d’andata. Il gol del centravanti rompe l’incantesimo e la Strega festeggia i primi tre punti della storia in Serie A. Sono quattro, in diciannove giornate. Pochini, per sperare in un’impresa. Tantissima, invece, la dignità di una squadra che, al netto degli evidenti limiti tecnico-tattici, onora il campionato.

In Cauda venenum

Il protagonista è lui: Massimo Coda, anni 29, da Cava de’ Tirreni. É lui che fa esplodere il Vigorito. Nel giorno delle prime volte, realizza la prima rete nella massima serie con la maglia sannita. Proprio lui, che nelle scorse settimane ha avuto diversi screzi con il tecnico De Zerbi. Non più tardi di qualche settimana fa, il procuratore del calciatore aveva manifestato il proprio disappunto sul trattamento riservato al proprio assistito, preannunciando l’addio dell’attaccante il prima possibile. Specificatamente a Gennaio. Adesso scoppierà la pace per inseguire un’impresa da racontare a nipoti e pronipoti?

Impresa possibile?

É chiaro che qualcuno si è messo a far di conto. I tifosi, del resto, ragionano da tali. I numeri non hanno sentimenti. La salvezza è distante 11 punti. La media permanenza però è ampiamente al di sotto del punto a partita. 0,7 per la precisione. Il che significa che serviranno 30 punti. Quindi il Benevento deve moltiplicare per sette (ma facciamo anche otto) la bontà del proprio rendimento nel girone di ritorno, o, se preferite, raddoppiare la velocità di crociera rispetto alle concorrenti (servono 1,3 punti a partita per toccare quota 30, ammesso che basti). Impresa disperata? Beh, non sarebbe la prima volta che la serie A registra imprese straordinarie. Basti pensare al Crotone dello scorso anno. Anche se, in tutta onestà, è la logica a condannare. Diviene difficile identificare un “sospetto” con maggiori indizi rispetto ai sanniti. Tentare, però non nuoce. Anzi. É doveroso.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy