opinioni

La discutibile classe dirigente sportiva del calcio di oggi

Di Massimo Piscedda. I grandi personaggi di una volta non ci sono più e questo ambiente ha permesso l’invasione di soggetti che poco nulla hanno a che fare con questo sport.

Massimo Piscedda

"La classe dirigente sportiva di oggi nell’ambito calcistico è molto discutibile. Questo perché i grandi personaggi di una volta non ci sono più e questo ambiente ha permesso (volutamente) l’invasione di soggetti che poco o nulla hanno a che fare con questo sport. Alcuni sono imbarazzanti, per cultura personale e modi di fare, altri sono solamente vestiti bene e altri ancora sono miracolati, nel senso che sembrano messi lì come teste non pensanti ad occupare la poltrona. È chiaro che ce ne sono anche preparati e aggiornati (pochi) e proprio in questi pochi si nutre la speranza di un rilancio del calcio.

"A mio parere la capacità deve essere completata da una onestà intellettuale che, come già detto prima, solo alcuni hanno. Il principio di un buon lavoro o progetto (termine ormai molto inflazionato) si fonda solo su questa capacità umana di gestire, agire e comunicare nella maniera più sincera possibile. Utopia? Forse, d’altronde dove girano tanti tantissimi soldi è quasi impossibile avere un comportamento tale. Ma in passato è successo. Ho visto diversi presidenti rovinarsi per non far precipitare una società, direttori sportivi pagare di tasca propria le trasferte della squadra, allenatori tassarsi per qualsiasi motivo. Questo però è successo in un’epoca diversa, un’epoca dove la stretta di mano ancora aveva un senso e la parola data era come una firma in calce.

"I rapporti ora sono cambiati e hanno reso (non tutti) gli addetti ai lavori persone in cui la correttezza se c’è va bene, ma se non c’è va bene lo stesso. Ormai il coinvolgimento è talmente totale e globale, sia nella buona che nella cattiva sorte, da giustificare qualsiasi tipo di comportamento. Finiscono amicizie cementate e ne nascono altre da rapporti mai avuti in passato. Questo è ora il mondo, reso tale dalle persone. Eh già, perché in fondo sono sempre le persone che fanno le cose.

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