City-Liverpool e la guardia d’onore della discordia: “De Bruyne dovrà battere le mani a gente che non merita neanche di allacciargli gli scarpini”

City-Liverpool e la guardia d’onore della discordia: “De Bruyne dovrà battere le mani a gente che non merita neanche di allacciargli gli scarpini”

Tradizione da rispettare oppure un qualcosa da cancellare? La questione della “guard of honour” tiene banco in Inghilterra. Il City accoglierà il Liverpool campione con un applauso all’ingresso all’Etihad, ma molti non sono d’accordo. E Danny Murphy fa un esempio…significativo.

di Redazione Il Posticipo
manchester city

Tradizione da rispettare oppure un qualcosa da cancellare? La questione della “guard of honour” tiene banco in Inghilterra, causando polemiche anche dopo che la Premier League è ormai matematicamente assegnata. Il caso poi ha voluto che i neo-campioni d’Inghilterra del Liverpool vadano a giocare la prima partita dopo la vittoria del campionato proprio in casa della seconda, il Manchester City. E la tradizione vuole che i Citizens rendano omaggio ai Reds, attenendoli ai lati del campo all’ingresso sul prato dell’Etihad e applaudendoli per il risultato raggiunto. Un qualcosa che a Guardiola e ai suoi sembra non creare affatto problemi, come ha già confermato il tecnico catalano.

RISPETTO – Eppure non si sono fatte attendere le prime voci contrarie all’omaggio alla squadra di Klopp. Una delle più importanti è quella di Danny Murphy, ex calciatore del Liverpool, che ha spiegato a TalkSport che secondo lui si tratta di un qualcosa che non ha senso. “C’è questa percezione di rispetto, di ‘cosa giusta da fare’. Si vuole mandare un messaggio secondo cui quando qualcuno vince si deve mostrare rispetto e capacità di accettare la sconfitta. E il fatto che il City farà la guardia d’onore giovedì dovrebbe mostrare umiltà, dire ‘ ben fatto’ al Liverpool e apprezzare le qualità che hanno portato i Reds al titolo. Beh, io penso che siano solo un mucchio di idiozie”.

DE BRUYNE – E Murphy spiega meglio la sua posizione. “Non so da dove sia cominciata questa tradizione e perchè, ma io mi sentirei a disagio nel farlo. Lo fai perchè devi, non perchè vuoi farlo e non è fatto con sincerità. Quando una squadra vince il campionato, lo sai che è stata meglio di te. I tifosi non vogliono che tu faccia la guardia d’onore, i calciatori non vogliono farla davvero, quindi è una questione di immagine e non significa nulla. Prendete Kevin De Bruyne, che è probabilmente il miglior centrocampista al mondo. E dovrà battere le mani e fare la guardia d’onore a gente che non merita neanche di allacciargli gli scarpini”. Insomma, non proprio un giudizio positivo sulla questione…

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