City, Guardiola e la sconfitta: “Dobbiamo vincere per sopravvivere”

City, Guardiola e la sconfitta: “Dobbiamo vincere per sopravvivere”

Il tecnico del City torna a giocare in Premier contro il Watford, dopo la vittoriosa trasferta di Champions. Affronta la squadra che ha appena esonerato Javi Gracia. L’allenatore catalano ha una sua teoria al proposito…

di Redazione Il Posticipo

Guardiola e la sconfitta. Un rapporto neanche troppo complicato. Perdere, fa parte del gioco. Un gioco in cui, per sopravvivere, bisogna vincere. Il tecnico del City deve riscattare la sconfitta di Norwich e torna a giocare in Premier dopo la vittoriosa trasferta in Champions e affronta la squadra che ha appena esonerato Garcia.  L’allenatore catalano, al proposito, ha una sua teoria: per sopravvivere bisogna vincere.

RABBIA  – Guai ai vinti, del resto. Dopo la sconfitta maturata in casa del Norwich, il tecnico del Campioni d’Inghilterra è stato sommerso da critiche. Apparse ingenerose. Esagerate. Guardiola, in tal senso ha una sua teoria riportata da Ecco le sue parole in conferenza stampa riportate dal sito manchestereveningnews.  “Dopo aver visto la partita contro Norwich non ero arrabbiato per  il modo in cui abbiamo giocato. Non ho perso molte volte, ma non sono depresso, dico che può succedere”.

TEOREMA –  La sconfitta, dunque, appartiene alla realtà del lavoro quotidiano. “Non ho mai avuto dubbi dopo una sconfitta perché i ragazzi hanno dimostrato molte volte che possono farcela. E in palio ci sino 99 punti”. Quanto basta per vincere ancora la Premier. “Ho perso diverse partite e sono arrivato alla conclusione che il nostro unico modo per sopravvivere è vincere. Poi se vogliamo possiamo iniziare a dire che non abbiamo difensori centrali, ma forse è il caso di andare a cercare una soluzione”.

GRACIA – Guardiola è stato contestato. Al suo collega Gracia è andata anche peggio: esonerato. L’allenatore del City la prende con filosofia e chiude il proprio teorema: “Non voglio fare un commento sulla decisione degli altri club. Loro conoscono la situazione. Le persone credono nei nostri risultati perché la maggior parte ci giudicano all’interno e all’esterno del club. Non sanno cosa facciamo, ma è tutto molto semplice. Se vinciamo posso restare qui, altrimenti troveranno un sostituto”.

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