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City, c’è un problema: si chiama Haaland e crea dipendenza

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Il contributo in numero di gol di Haaland è innegabile, ma è altrettanto evidente che la sua presenza ha in qualche modo cambiato lo stile di gioco del City rendendolo più prevedibile

Redazione Il Posticipo

Il paradosso di Haaland. I numeri dicono che sta diventando un problema. La sconfitta nel derby di Manchester contro lo United , con rimonta inclusa, ha rivelato ancora una volta che qualcosa non sta funzionando in un City che è stato appena eliminato in settimana dalla Carabao Cup dal  Southampton. Una mini-crisi che, seppur non drammatica come quelle di Liverpool o Chelsea , ha allontanato i campioni di Inghilterra a otto punti dall'Arsenal. E nel mirino, come sottolineato da uno studio di Twenty3, finisce... Haaland.

DIPENDENZA

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I 21 gol messi a segno da Haaland potrebbero non bastare. E alcune interpretazioni dei numeri, spiegano come nonostante l'enorme apporto dell'attaccante, il City sia una squadra peggiore con il norvegese in campo. Si è generata un'eccessiva dipendenza dal centravanti che capitalizza quasi la metà (45,64%) dei gol. E non è un caso che il calo sia coinciso nella faticosa ripresa del norvegese che per la prima volta da quando è arrivato all'Etihad, ha giocato tre partite senza segnare in tutte le competizioni. La controprova arriva dal derby. Varane e Shaw lo hanno limitato e il City non ha trovato soluzioni. Il gol di Grealish è stato, infatti, l'unico tiro in porta per gli uomini di Guardiola all'Old Trafford.

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PREVEDIBILE

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Altri numeri che testimoniano una dipendenza da Haaland arrivano dalle sue... assenze. Il City, senza un centravanti, era una vera e propria cooperativa del gol. Lo scorso anno, alla diciottesima giornata, si contavano ben 15 marcatori diversi. In questa stagione, invece, solo in 10 hanno trovato la via della rete. In sintesi: il contributo in numero di gol di Haaland è innegabile, ma è altrettanto evidente che la sua presenza ha in qualche modo cambiato lo stile di gioco del City rendendolo più prevedibile. Un cambiamento che paradossalmente ha indebolito la squadra di Pep Guardiola nella produzione offensiva. Toccherà dunque al tecnico, che ha già ammesso di dover aggiustare qualcosa, la soluzione al rompicapo.