Cina, mano pesante contro chi viola le regole anti-Covid: sei calciatori dell’Under-19 squalificati per sei mesi, sono andati a bere dopo l’allenamento

Cina, mano pesante contro chi viola le regole anti-Covid: sei calciatori dell’Under-19 squalificati per sei mesi, sono andati a bere dopo l’allenamento

La pandemia di coronavirus, la cui origine è stata individuata proprio nel paese del dragone, a Wuhan, continua ad avere effetti da quelle parti. E l’ultimo arriva sul calcio. Le misure di prevenzione non devono essere prese sotto gamba. E sei calciatori della nazionale Under-19 lo stanno imparando a loro spese.

di Redazione Il Posticipo

Dalla Cina…alla Cina. La pandemia di coronavirus, la cui origine è stata individuata proprio nel paese del dragone, a Wuhan, continua ad avere effetti da quelle parti. E l’ultimo arriva sul calcio, che già è stato costretto a fermarsi a poche settimane dall’avvio della Chinese Super League proprio per il diffondersi del Covid-19. Ora la situazione in Cina sembra decisamente sotto controllo, ma questo non significa che le misure di prevenzione debbano essere prese sotto gamba. E sei calciatori della nazionale Under-19 lo stanno imparando a loro spese. Come riporta l’agenzia ufficiale di stampa Xinhua, il mancato rispetto delle regole costerà loro caro.

SEI MESI – Sei mesi di sospensione da tutte le attività calcistiche, questa la pena che è stata imposta dalla federazione cinese a mezza dozzina di giocatori della nazionale giovanile, che non hanno rispettato le misure di controllo anti-Covid. La violazione è arrivata dopo un allenamento della selezione, quando sei calciatori hanno deciso di uscire e di andare a bere. Contatti non necessari con chissà quante persone e rischio di trasmissione del contagio a tutti compagni. Risultato, una pena esemplare, come sottolinea il comunicato federale. “È stata una violazione severa delle regole imposte alla squadra per il controllo dell’epidemia. E ha causato un’influenza negativa su tutto il gruppo”.

PUNIZIONE SEVERA – Dunque, per i sei “ribelli” arriva una squalifica che li terrà fermi fino a novembre 2020. Una punizione severa, soprattutto se paragonata a tutti i casi in Europa e Sudamerica, in cui i calciatori che non hanno rispettato le regole imposte dalle autorità alla fine l’hanno fatta franca e se la sono cavata con multe o con rimproveri, ma senza perdere la possibilità di scendere in campo. E pazienza se i coinvolti sono importanti per la nazionale under-19, come spiega il selezionatore Cheng Yaodong. “Tutti si sono resi conto della gravità della situazione, è una gran perdita per la nazionale e forse avrà effetti ancora più grandi sugli stessi calciatori”. Insomma, da quelle parti non si scherza…

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