Cina, è rivoluzione: tetto salariale per giocatori locali e stranieri, addio ai contratti faraonici

Per la prossima edizione della Chinese Super League verrà introdotto un limite salariale. Gli stipendi dei calciatori cinesi non potranno superare i 600mila euro, mentre quelli dei calciatori stranieri hanno il limite fissato a 2,5 milioni. Chi non si adegua, viene penalizzato. E quindi…che fine fanno i paperoni attuali?

di Redazione Il Posticipo

Qualche anno fa, qualsiasi calciatore fosse interessato a uno stipendio decisamente al di sopra del normale poteva tranquillamente offrirsi a qualche club cinese e avrebbe certamente ottenuto quel che voleva. La terra del Dragone, anche grazie agli sforzi del governo locale per trasformare la Cina in una potenza calcistica, era diventata il nuovo El Dorado, con contratti faraonici offerti anche a chi in Europa non era poi così celebre. Il caso limite è quello di Graziano Pellè, che dopo un buon Europeo 2016 ha salutato tutti per trasferirsi allo Shandong Luneng e diventare il calciatore italiano più pagato al mondo, con uno stipendio annuale di 15 milioni di euro. Da quelle parti c’è anche Stephan El Shaarawy, che più o meno guadagna cifre simili allo Shanghai Shenhua.

TETTO SALARIALE – Eppure il tempo dei contratti esagerati potrebbe essere finito. Mundo Deportivo riporta una notizia dell’agenzia di stampa cinese Xinhua secondo cui per la prossima edizione della Chinese Super League verrà introdotto un limite salariale. Una vera e propria rivoluzione, perchè gli stipendi dei calciatori cinesi non potranno superare i cinque milioni di yuan (poco più di 600mila euro), mentre quelli dei calciatori stranieri hanno il limite fissato a 2,5 milioni. E per evitare che ci sia un ricorso troppo alto a chi arriva dall’estero, spiegano dalla Cina, ai club verrà permesso di spendere al massimo 10 milioni di euro a stagione per gli stranieri. Insomma, o quattro al massimo salariale o più, ma a cifre più basse.

 (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

DUBBIO – Segnale che il tentativo della federazione cinese di un…grande balzo in avanti non è del tutto riuscito, anzi. “I club della CSL spendono 10 volte di più di quelli della K-League in Corea del Sud e tre volte di più della J-League giapponese. Eppure la nostra nazionale continua a rimanere indietro”, ha spiegato il presidente Chen Xuyuan. Tutta colpa dell’alta presenza di stranieri? Chissà, quel che è certo è che dalla prossima stagione trasferirsi in Cina non sarà più così conveniente per il conto in banca dei calciatori. E resta un dubbio. Mundo Deportivo spiega che le squadre che non rispettano i limiti saranno penalizzate in classifica e che i calciatori pagati troppo non potranno essere schierati in campionato. E quindi…che fine fanno i paperoni attuali? Uno scenario tutto da studiare…

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