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Cile, Vidal ha pianificato il suo futuro: “Gioco i mondiali del 2026, poi divento CT del Cile”

Cile, Vidal ha pianificato il suo futuro: “Gioco i mondiali del 2026, poi divento CT del Cile” - immagine 1
Il calciatore del Flamengo, campione della Copa Libertadores, ha idee chiare.

Redazione Il Posticipo

Re Artù, al secolo, Arturo Vidal, non ha alcuna intenzione di abdicare. In una lunga intervista riportata da Prensa Futbol, l'ex calciatore di Juventus, Bayern Monaco, Inter e Barcellona, che ha da poco vinto la Libertadores con il Flamengo, ha pianificato il proprio futuro. Vuole giocare sino alla convocazione al mondiale del 2026. E quando deciderà di appendere gli scarpini, indosserà la tuta da selezionatore della "Roja" sudamericana.

ORGOGLIO

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Arturo Vidal si gode la vittoria della Libertadores e rispolvera trofei ed orgoglio. E pensa già alle prossime partite con la nazionale: "Ho detto che avrei lasciato, ma on sarà così. Anzi, credo che ultimamente la Nazionale abbia perso un po' di rispetto e di affetto. La critica è stata molto forte al limite dell'ingiusto. Capisco che non è facile accettare di essere stati eliminati dal Mondiale probabilmente ci è mancato qualcosa in termini di ricambio generazionale ma sembra che qualcuno si sia dimenticato che questa generazione è stata capace di vincere due volte la Copa America. In Argentina ancora ci campano di rendita, qui è tutto dimenticato. Ci dovrebbe essere maggiore riconoscenza per una squadra che è stata competitiva per 12-15 anni".

PROSPETTIVE

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Vidal vuole far parte della rifondazione della nazionale da protagonista. Prima in campo, poi in panchina: "Se qualcuno vuole togliermi il posto deve essere in grado di farlo. Al Cile serve un bacino da cui attingere di buon livello. Occorrono almeno 40 giocatori da cui attingere ai 25 che devono giocarsi Copa America e qualificazione ai mondiali del 2026. A livello personale non mi sono posto alcun limite. Spero di poter essere al prossimo mondiale. Non vedo grandi intoppi. Ho 35 anni, nessun grave infortunio, se Dio vuole, e un contratto con la squadra più forte del Sudamerica. Sono ancora integro, mi prendo cura di me stesso. E quando smetterò so già comunque cosa fare. Voglio iscrivermi al corso di allenatore, ottenere il patentino e continuare a far parte della nazionale, come commissario tecnico. Mi sono posto questo obiettivo, perché ritengo di poter riuscire a trasmettere tutto quello che ho imparato in carriera e tutto ciò che mi hanno lasciato in eredità tutti gli allenatori che ho avuto”.