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Cicinho racconta i suoi vent’anni da alcolizzato. “Bevevo dieci birre al giorno e fumavo. Quando ero alla Roma non riuscivo più a…”

Essere un calciatore non tiene al riparo dai demoni. E a volte non basta neanche giocare con le migliori squadre al mondo per superare vizi complicati da combattere. Lo racconta benissimo Cícero João de Cézare, meglio conosciuto come Cicinho.

Redazione Il Posticipo

Essere un calciatore non tiene al riparo dai demoni. E a volte non basta neanche giocare con le migliori squadre al mondo per superare vizi complicati da combattere. Lo racconta benissimo Cícero João de Cézare, meglio conosciuto come Cicinho. Un volto celebre del calcio, che si è visto anche in Serie A con la maglia della Roma. Come racconta in una lunga intervista all'Estado de Sao Paulo, il brasiliano ex Real Madrid ha visto la sua carriera totalmente rovinata dall'alcol. Una storia che è durata vent'anni e che lo ha totalmente trasformato, da promessa del calcio ad alcolizzato.

ALCOLIZZATO - "Ho cominciato a bere quando avevo 13 or 14 anni, quando ero al Botafogo di Ribeirao Preto. Mi dissero che la birra era buona, quindi l'ho assaggiata. È cominciato tutto con il primo sorso ed è durato fino a quando ho avuto trent'anni. Quasi due decenni a bere, più o meno dieci birre al giorno". E non solo. Alle birre, Cicinho aggiunge anche un altro vizio: il fumo. "E le sigarette. Ho fumato per undici anni, dal 1999 al 2010. Vero, fumavo solo quando bevevo, ma considerando quanto bevevo...fumavo tutto il giorno".

TRASFORMAZIONE - Una situazione che porta Cicinho ad allontanarsi dal suo grande amore: il calcio. "Lo amo da sempre. Quando Dio ti dà un dono e tu non sai gestirlo è perchè in te c'è qualcosa che non va. A un certo punto non mi divertivo più a scendere in campo, non riuscivo ad allenarmi e a concentrarmi. All'epoca in cui ero alla Roma, avevo trent'anni, nel 2010". Poi, però, arriva un angelo. "Ho conosciuto mia moglie ed è lì che mi sono trasformato. Sono otto anni che non bevo e non fumo, vivo secondo i principi che Dio mi chiede. Spero che le persone conoscano la mia storia e che sia loro d'aiuto, perchè è triste vedere grandi calciatori che possono influire sulle persone per fare del bene, ma lo fanno con cattivi esempi".