Cicinho e i ricordi Real: “Una giornata con Beckham mi è costata 25mila euro. Salgado mi ignorava, salutava tutti tranne me”

Cícero João de Cézare, per tutti Cicinho. Un calciatore che poteva diventare uno dei migliori esterni destri del mondo, ma la cui carriera è stata drasticamente influenzata da un po’ troppi vizi e stravizi. E il brasiliano ha raccontato qualche aneddoto che riguarda i tempi del Real…

di Redazione Il Posticipo

Cícero João de Cézare, per tutti Cicinho. Un calciatore che poteva diventare uno dei migliori esterni destri del mondo, ma la cui carriera è stata drasticamente influenzata da un po’ troppi vizi e stravizi. In ogni caso il brasiliano ha più di qualcosa da raccontare, visto che ha giocato con le maglie del Real Madrid e della Roma, oltre che ovviamente con quella della Seleçao, vincendo la Confederations Cup nel 2005 con la nazionale verdeoro. E tra i tanti aneddoti che l’ex romanista ha sciorinato, riportati da Marca, ce n’è più di uno che riguarda la vita ai tempi del Real, quando nello spogliatoio c’erano campioni come Zidane, Ronaldo e Beckham.

NEGOZIO DI BECKHAM – Il protagonista è proprio lo Spice Boy, compagno di squadra di Cicinho nella stagione 2006/07, nonchè proprietario (tra le sue mille attività) anche di un negozio di abbigliamento. Il che, come racconta il brasiliano, incuriosisce talmente tanto il terzino da recarsi con l’inglese a fare compere. Pessima idea. “Ci sono andato una volta sola e non la ricordo certo come un’esperienza felice. Ho comprato tre cose: una maglietta, una giacca e un giubbotto. Vado dalla commessa per pagare e lei mi fa ‘sono 25mila euro’. E io ho pensato ‘c***o, la giacca me la metterò al massimo due o tre volte in vita mia!‘”. Del resto, errore del brasiliano, che avrebbe dovuto sapere che qualsiasi cosa marchiata Beckham…costa di più.

IGNORATO – Ma Cicinho, quando parla di Real Madrid, ha il dente un po’ amaro. Normale, considerato che la sua esperienza da quelle parti non è andata come si aspettava. Colpa…del suo rivale per il posto da terzino, Salgado. Che non ha mai accettato la presenza del brasiliano, a giudicare da quello che racconta l’ex romanista. “Quando Roberto Carlos se n’è andato, il titolare ero io. Ramos era centrale e a volte giocava terzino e Salgado era la terza opzione. E poi Casillas gli ha ceduto il posto da vice-capitano così che potesse giocare”. E anche nel rapporto personale, le cose non vanno bene. “Salgado salutava tutti nello spogliatoio, ma quando toccava a me mi ignorava. E io a quel punto facevo sempre finta di allacciarmi gli scarpini”. Non certo il modo migliore per fare squadra…

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