Chicco Macheda e un pessimo ricordo: “Quei sei mesi alla Samp mi hanno rovinato la carriera, hanno cercato di uccidermi come calciatore”

Il 5 aprile 2009 è una data storica per il Manchester United. La squadra di Ferguson vince all’ultimo minuto contro l’Aston Villa. E il 3-2 finale è segnato da un ragazzo di belle speranze e di passaporto italiano. Federico Macheda, per tutti Chicco. Sembra l’inizio di una carriera da predestinato ma non sarà così…

di Redazione Il Posticipo

Il 5 aprile 2009 è una data a suo modo storica per il Manchester United. Quel giorno, la squadra di Sir Alex Ferguson vince all’ultimo minuto contro l’Aston Villa. E il 3-2 finale è segnato da un ragazzo di belle speranze e di passaporto italiano. Federico Macheda, per tutti Chicco, è nato a Roma ed è cresciuto nel vivaio della Lazio. Poi però non resiste alle lusinghe della Premier e, come tanti altri ragazzi in quel periodo, sceglie di volare a Old Trafford. A neanche 18 anni, Ferguson lo manda nella mischia e l’attaccante non delude, diventando fondamentale per la vittoria di quel campionato. Sembra l’inizio di una carriera da predestinato. Non sarà così.

NULLA DA CAMBIARE – Ma anche ora che, oltre undici anni dopo, Macheda gioca in Grecia, al Panathinaikos, dopo tanto girovagare, quei momenti restano indelebili, come racconta lui stesso al Daily Mail. “Non è andata bene come mi aspettavo, mo ho imparato molto. Ho superato tanti ostacoli nella mia carriera. Ovviamente vorrei che fosse andata in maniera diversa, visto come avevo iniziato e come stavano andando le cose. Mi sono abbattuto parecchio, ma sono anche riuscito a cambiare le cose, il che non è facile nel calcio, specialmente visto il mio percorso. Ma se potessi tornare indietro, non scambierei quei momenti per nulla. Forse sono arrivati troppo presto, ma è un qualcosa che ogni tifoso dello United ricorderà per sempre”. Così come lo ricorderà Sir Alex, che di tanto in tanto gli telefona per sentire…come vanno le cose.

LA SAMP – Dunque, Macheda accetta con filosofia lo svolgimento di una carriera che sembrava promettere molto ma che alla fine non è stata così brillante. Anche se c’è un momento che ricorda con un po’ di amaro in bocca: l’esperienza in prestito alla Sampdoria nella stagione 2010/11, quella terminata con la retrocessione dei liguri… “Quei sei mesi mi hanno rovinato la carriera, perchè hanno cercato di uccidermi come calciatore. E ho cominciato a dubitare di me stesso. Stavamo lottando per non retrocedere e la gente ci attaccava. Pensavano che siccome io arrivavo dal Manchester United li avrei fatti salvare, ma non ero pronto, ero ancora un ragazzo molto giovane. Le cose non funzionavano e non sarei stato certo io a farle funzionare”. Un brutto ricordo, che ora cerca di far svanire segnando in Grecia. E tenendo sempre a mente quei momenti con lo United…

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