Chelsea in vendita? Abramovich fa il prezzo: tre miliardi di sterline!

Chelsea in vendita? Abramovich fa il prezzo: tre miliardi di sterline!

Dopo mesi di indiscrezioni, si sarebbe arrivati alla definizione della cifra necessaria per convincere il proprietario a vendere il Chelsea. Una cifra che batterebbe tutti i record per quel che riguarda la cessione di una società sportiva.

di Redazione Il Posticipo

Altro capitolo nella telenovela Chelsea. Abramovich vuole vendere? Sì, no, forse. Stavolta a parlare di una possibile cessione del club è addirittura Bloomberg, che in un articolo intitolato “Gli ultimi giorni di Londongrado” analizza il periodo vissuto dal proprietario dei Blues. La testata americana conferma che Abramovich avrebbe rifiutato l’ormai celebre offerta di oltre due miliardi di sterline da parte del magnate dell’energia Jim Ratcliffe, ma anche che il russo avrebbe incaricato la banca statunitense Raine di calcolare il valore complessivo della società. E a questo punto, riporta Bloomberg, si sarebbe anche arrivati alla cifra necessaria per convincere il proprietario a vendere il Chelsea.

TRE MILIARDI – Tre miliardi di sterline, circa tre e mezzo di euro, queste secondo alcune fonti citate da Bloomberg le richieste di Abramovich. Una cifra che chiaramente batterebbe tutti i record per quel che riguarda la cessione di una società sportiva, anche considerando che il magnate russo ha acquistato il Chelsea nel 2003 per la “modica” cifra di 140 milioni di sterline, che all’epoca corrispondevano a circa 200 milioni di dollari. In questi quindici anni, festeggiati giustamente con tanto di striscione “Roman Empire”, il Chelsea si è decisamente rivalutato, sia dal punto di vista economico che sul campo. Ora i tifosi dei Blues possono davvero dire di aver vinto tutto, con cinque Premier, una Champions, un’Europa League e coppe e supercoppe nazionali.

IMPERO – Ma ora l’impero di Roman potrebbe essere giunto all’atto conclusivo: la dissoluzione. Colpa, sostiene Bloomberg, delle possibili sanzioni da parte degli Stati Uniti nei confronti di Putin e soci. Sanzioni che potrebbero colpire gli affari russi (e di riflesso anche il Chelsea) e consigliare al russo di dare una sistematina al proprio portfolio affaristico prima che entrino in azione. Abramovich, che non concede un’intervista da oltre dieci anni (anzi, quasi tredici) ha sempre affidato ai suoi legali le risposte alle voci di cessione. E di certo anche stavolta ripeterà che l’impero continua, più forte di prima. In campo, forse. Ma dietro le scrivanie, chissà…

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