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Champions, Simeone se la gioca: “Non c’è motivo di essere pessimisti: potrebbe esserci Diego Costa”

Simeone contro Klopp. Potrebbe essere molto più di un ottavo di finale ma il sorteggio ha deciso che Atletico e Liverpool si debbano incrociare presto. Il Cholo però non parte battuto.

Redazione Il Posticipo

Simeone contro Klopp. Potrebbe essere molto più di un ottavo di finale ma il sorteggio ha deciso che Atletico e Liverpool si debbano incrociare presto. Una sfida molto affascinante che il Cholo vive con la consapevolezza di potersela giocare. Senza presunzione, ma neanche con l'atteggiamento della vittima sacrificale che del resto poco gli si addice. Il tecnico dell'Atletico Madrid ha parlato in conferenza stampa e le sue parole sono riportate da AS.

KLOPP- Il tecnico del Liverpool si è definito un "poliziotto da asilo" rispetto al Cholo. Simeone invece nota un certo parallelismo: "Per qualche sfumatura ci somigliamo. La nostra intensità  di gioco ricorda il suo Borussia Dortmund, ma per certi versi anche il Liverpool. Il suo però rimarrà nella storia come una delle migliori squadre di tutti i tempi: ha dei record invidiati da tutto.  Da rivale, li ammiro. Tuttavia li conosciamo bene, andiamo a giocarci la partita"

DIEGO  - Il pronostico è abbastanza chiuso: Simeone ha una sua filosofia. "È una partita in due fasi e non ho dubbi sul fatto che una partita doppia abbia una probabilità del 50%. Tutto è possibile. Noi prepareremo la sfida allo stesso modo di sempre, indipendentemente dall'avversario che dobbiamo incontrare. Cerchiamo sempre di preparare la partita per vincere.  Poi domani ci potrebbe essere anche Diego Costa. Sta migliorando, si allena con entusiasmo, è tra i 19 giocatori convocati e domani avrà l'opportunità di giocare"

SOGNO - Nessun pessimismo, dunque, ma voglia di giocarsela: "Non vedo motivo di essere pessimisti. Intorno a me percepisco ottimismo, emozione. Lo stadio è pronto a esplodere, i giocatori non vedono l'ora che inizi la partita. Le critiche ci fanno migliorare e io sono il primo a non apprezzare la nostra situazione. Ciò che conta sono i fatti. Le parole servono per le anteprime, ma poi alla fine contano i fatti e io mi fido dei miei giocatori".