Champions anno 0: la caduta degli dei. Né Messi né Ronaldo in semifinale

L’edizione di questa Champions è destinata a passare alla storia. Fra periodo, format e l’assenza dei dominatori del calcio degli ultimi anni.

di Redazione Il Posticipo

Champions 2020. O forse, Champions anno 0. Questa edizione è destinata a passare alla storia per tantissimi motivi extracalcistici. Dal periodo in cui si gioca, sino al format. Da un punto di vista statistico, però, segna anche un’epoca. Per la prima volta, dal 2004/2005, né Cristiano Ronaldo né Leo Messi parteciperanno alla semifinale. In quella occasione le semifinali furono giocate fra Milan e PSV e Liverpool e Chelsea.

RONALDO – Due anni consecutivi senza giocare le semifinali di Champions, per Ronaldo. Quasi inaccettabile per CR7 che negli ultimi 15 anni, specialmente negli ultimi, era divenuto re incontrastato d’Europa. Prima era arrivato a giocarsi le semifinali nel 2007, 2008 e 2009. Con una vittoria. Tra il 2010 e il 2018, otto semifinali consecutive. E nella metà dei casi, coppa alzata al cielo: 2014, 2016, 2017 e 2018 . Le ultime tre, consecutive, sotto la guida di Zidane che da quando ha allenato Ronaldo e sin quando ha potuto farlo ha sempre vinto la Champions. Dopo la notte di Kiev le loro strade si sono separate e né l’uno né l’altro hanno più vinto. Si è parlato a lungo negli ultimi giorni, dopo la sconfitta con il Lione di un addio alla Juventus, smentito. CR7 ci riproverà. Non è mai successo che per tre anni consecutivi non abbia centrato almeno la semifinale. A differenza del suo rivale.

MESSI – Più lineare la storia di Messi che ha giocato sempre e solo con il Barcellona. Quindi la sua presenza è direttamente proporzionale a quella del club catalano. Messi è finito fra le prime quattro nel 2006 (non ha giocato ma era comunque in rosa) 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2015 e 2019. Quattro, le volte in cui ha alzato la coppa al cielo. I due si sono quasi divisi gli ultimi quindici anni. Più vincente Messi sino al 2013, poi è iniziata la… remuntada del portoghese. Un calo evidente, coinciso con quello del Barcellona in Europa, quello dell’ultimo quinquennio. Adesso, con una squadra da ricostruire, resta da capire se sarà ancora il perno su cui ruoterà il futuro del Barcellona.

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