Cengiz Khan: Under il conquistatore si prende anche la Dacia

Cengiz Under continua a provarci e anche la rete della Dacia (Arena) si gonfia. E per la terza volta consecutiva, il giovane turco toglie le castagne dal fuoco di una Roma che sta migliorando, ma che è ancora convalescente.

di Francesco Cavallini

Se sei libero al limite dell’area, tira. Un vecchio adagio ormai obsoleto nel calcio degli schemi e del possesso di palla. Eppure, sarà per l’imprevedibilità della questione, sarà perchè di talento ce n’è parecchio, ma Cengiz Under continua a tirare e anche la rete della Dacia (Arena) si gonfia. E per la terza volta consecutiva, il giovane turco toglie le castagne dal fuoco di una Roma che sta migliorando, ma che è ancora convalescente. Altri tre punti che regalano il terzo posto momentaneo in attesa dell’Inter, ma soprattutto un’iniezione di fiducia per gli ottavi di finale di Champions, quando servirà una prestazione importante per portare a casa il risultato nel freddo di Kharkiv.

Under, la sfrontatezza della gioventù

Al netto del gol, il talento classe 1997 continua ad illuminare la Roma. E alla manovra giallorossa regala quella scintilla che tra dicembre e gennaio sembrava essersi totalmente smarrita. Quattro reti in tre partite, nove punti in cascina, ma soprattutto un atteggiamento coraggioso, intraprendente, quasi sfrontato, che contribuisce a scuotere una squadra ancora un po’ contratta e timorosa, ma che mostra segnali di ripresa. La condizione fisica non è ancora brillante, ma, complice il cambio di modulo, regala qualche strappo in più a interrompere una manovra non del tutto fluida. E poi, quando prende palla il turco, difficile immaginare cosa accadrà.

Coraggioso e concreto

Le scelte però sono quasi sempre quelle giuste. Difficile vedere Under incaponirsi in azioni personali insistite, perchè il turco è prima di tutto concreto. Quando il compagno è smarcato, il pallone arriva. E quando invece le difese commettono l’errore di lasciar libero lui, beh, sono dolori. Il sinistro secco che trafigge Bizzarri è di pregevole fattura ed è la soluzione esatta, presa con la testa alta, il piglio del killer e la sicurezza del veterano. Solo nell’esultanza si rivede il volto di un ragazzo che in fondo ha appena compiuto vent’anni e che, dopo mesi di adattamento, si è finalmente ambientato benissimo in un calcio e in un paese nuovo. E adesso la fascia destra della nuova Roma, la zona di campo senza un padrone, sembra aver trovato il suo inquilino definitivo.

Roma convalescente, ma in via di guarigione

Per il resto, sprazzi di Roma, che tende ancora un po’ troppo a complicarsi la vita con un atteggiamento tatticamente rivedibile. Squadra a volte spezzata in due, che sta subendo un po’ la transizione dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Positivo il rientro di Nainggolan, un po’ meno la prestazione di El Shaarawy che, a differenza del suo dirimpettaio sulla destra, sull’out mancino ha sbagliato quasi tutte le scelte. Saltano agli occhi gli errori di misura, ancora troppi per poter considerare la squadra di Di Francesco come completamente guarita. In un paio di occasioni serve il solito monumentale Alisson a salvare il risultato, complice una difesa non troppo convinta. Ma alla fine è arrivata la terza vittoria consecutiva e soprattutto l’iniezione di morale che in Ucraina, contro una squadra abituata ad affrontare gli avversari a viso aperto, può fare la differenza. E lo Shakhtar può cominciare a preoccuparsi, perchè la storia insegna. Del resto, l’Orda d’oro fondata da…Cengiz Khan è arrivata anche da quelle parti.

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