Cebolinha Everton: il capocannoniere che non ti aspetti fa piangere il Perù

Cebolinha Everton: il capocannoniere che non ti aspetti fa piangere il Perù

Lo chiamano Cebolinha e da stasera in Perù qualcuno avrà la sua versione del perchè: Everton Sousa Soares ha fatto piangere l’Albirroja. E dire che forse nessuno avrebbe mai scommesso su un ruolo da protagonista per Everton in questa Copa America…

di Redazione Il Posticipo

Lo chiamano Cebolinha e da stasera in Perù qualcuno avrà la sua versione del perchè: Everton Sousa Soares ha fatto piangere l’Albirroja, segnando la rete del vantaggio brasiliano e rappresentando per tutto il match una spina nel fianco della squadra di Gareca. Eppure il soprannome del verdeoro ha un’altra e più simpatica origine: la somiglianza con il personaggio di un celebre cartone animato. Sempre meglio di quello precedente, Papa-Léguas, ovvero il nome portoghese di Bip-Bip. Il perchè? La velocità pazzesca, la stessa che ha costretto la difesa del Perù ad abbatterlo in occasione del calcio di rigore del 3-1 che iscrive il nome del Brasile nell’albo d’oro.

BRASILIANO IN BRASILE – E dire che forse nessuno avrebbe mai scommesso su un ruolo da protagonista per Everton in questa Copa America. E figurarsi se, con in giro i vari Messi, Cavani e Luis Suarez, qualcuno poteva immaginare che Cebolinha sarebbe diventato capocannoniere assieme a Paolo Guerrero, segnando anche in finale. Della rosa a disposizione di Tite, Everton era uno dei meno conosciuti, anche se già in primavera si era parlato di un suo possibile approdo in Europa, con il Milan a interessarsi a lui. Già, perchè l’attaccante è uno dei tre calciatori verdeoro in Copa America che non gioca nel Vecchio Continente. Gli altri due, il portiere Cassio e il terzino Fagner, hanno fatto le comparse nella nona sinfonia della Canarinha.

FORTUNATE COINCIDENZE – Lui, stella del Gremio, no, anche se a inizio manifestazione non doveva certo brillare. Una serie di fortunate coincidenze, almeno per Everton. Neymar che si è fatto male, David Neres che non ha convinto, Willian che si è perso la finalissima per infortunio. E quindi Tite ha puntato su Cebolinha e sulla sua velocità per fare la differenza. Scommessa assolutamente vinta, perchè Everton è sempre al posto giusto al momento giusto. Prima contro la Bolivia nel match di esordio, poi contro il Perù, che a questo punto diventa la sua vittima preferita: tre gol in nazionale, due agli uomini di Gareca. Uno nel 5-0 del girone e quello molto più importante al Maracanà. Un nome che è tutto un programma per Everton, che invece è nato a…Maracanaú, che con lo stadio di Rio ha davvero poco a che fare, visto che è a qualche migliaio di chilometri. Come l’Europa, che ormai sembra il prossimo obiettivo di Cebolinha. Che è pronto a far piangere le difese anche dall’altra parte dell’Atlantico.

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