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Cavani rivela: “Dopo la Remuntada sono andato in terapia. Sudavo freddo, avevo ansia e paura di dormire…”

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Come dimostrano le confessioni di parecchi calciatori anche celeberrimi, non è assolutamente raro che il calcio crei problemi a livello psicologico, costringendo le stelle del pallone a chiedere aiuto a degli specialisti. E Cavani lo conferma...

Redazione Il Posticipo

Il calcio è la cosa più importante di quelle meno importanti, diceva un certo Arrigo Sacchi. Il che significa che, come tutto quello che succede, ha un impatto sulla vita delle persone. La sconfitta della propria squadra può peggiorare (e neanche di poco) l'umore di una persona, mentre una vittoria insperata regala sempre una ventata di ottimismo. E se questo accade a chi le partite le guarda allo stadio o in TV, figurarsi cosa può succedere a chi va in campo. Ma come dimostrano le confessioni di parecchi calciatori anche celeberrimi, non è assolutamente raro che il calcio crei problemi a livello psicologico, costringendo le stelle del pallone a chiedere aiuto a degli specialisti.

La Remuntada e i suoi effetti

E l'ultimo della lista ad averlo ammesso è Edinson Cavani. L'uruguaiano, attualmente al Valencia, ha concesso un'intervista alla testata Relevo, spiegando che un calciatore deve pensare a tutti gli aspetti della sua vita per migliorare il suo rendimento, compresa la terapia psicologica. E la prima volta in cui il Matador ne ha sentito la necessità è dopo una partita che può tranquillamente essere inserita nella lista dei traumi... "La prima volta che l'ho fatto è stato dopo la remuntanda del Barcellona quando ero al Paris Saint-Germain. Mi ha colpito parecchio e certe cose ti creano un sovraccarico". Del resto, di risultati inattesi ce ne sono molti, ma quel 6-1, soprattutto dopo l'andata finita 4-0 e il gol del vantaggio dei francesi (proprio con Cavani) è clamoroso...

La richiesta di aiuto

"In cinque minuti è cambiato tutto quello che stavamo facendo. È stato un colpo enorme, che non abbiamo saputo controllare. E anche se si parla di calcio, è un qualcosa che ti tocca anche ad altri livelli, con sintomi di ansia, sudori freddi... Mi agitavo tanto quando dormivo e a un certo punto avevo anche paura di dormire". Abbastanza per chiedere aiuto. "Mi chiedevo 'ho qualche problema di testa?'. Sono andato dal medico del PSG, a cui voglio molto bene, chi mi ha detto 'quello che sta succedendo a te sta succedendo a tante altre persone in ambiti diversi'. E ho capito che non ero un supereroe". Insomma, quella remuntada per il PSG è stato un vero e proprio incubo. E se qualcuno sostiene che non si può finire in terapia per una partita...beh, lo si può mandare a chiedere a Cavani...