Castro bacchetta il Real: “Se hai CR7 non devi mai lasciarlo andare via. Quando faranno un film su di lui la gente capirà…”

Concedere un’intervista prima di un match di Champions League e ritrovarsi a parlare di un calciatore che ha lasciato gli avversari da ormai quasi due anni e mezzo. Sembra assurdo, ma è tutto assolutamente nella norma se il calciatore in questione è Cristiano Ronaldo…

di Redazione Il Posticipo

Concedere un’intervista prima di un match di Champions League e ritrovarsi a parlare di un calciatore che ha lasciato gli avversari da ormai quasi due anni e mezzo. Sembra assurdo, ma è tutto assolutamente nella norma se il calciatore in questione è Cristiano Ronaldo. L’ombra del portoghese è ancora assai presente al Santiago Bernabeu e sarebbe strano se non fosse così. In quasi dieci anni con la maglia del Real Madrid, CR7 ha vinto tutto quello che poteva vincere e ha stabilito record che potrebbero durare un’eternità. E quindi non c’è da sorprendersi poi troppo se lo spagnolo Luis Castro, allenatore dello Shakhtar che affronterà i Blancos, parla di lui.

LASCIARLO ANDARE – Il tecnico degli ucraini si è fatto una chiacchierata con Marca e, tra un elogio a Zidane e l’altro, è anche stato messo di fronte al fatto che dall’estate 2018 il Real non ha ancora trovato qualcuno in grado di garantire gli stessi gol che faceva il portoghese. Una cosa che per Castro…è logica. “Beh, stiamo parlando di Cristiano. E quando hai Cristiano in squadra non devi mai lasciarlo andare via. Stiamo parlando del miglior calciatore al mondo, del più efficace. Una macchina, una macchina costruita attraverso il sacrificio”. E uno che, quando si gioca la Champions League, è sempre meglio non vedere nella rosa della squadra avversaria.

ESEMPIO – Per CR7 però Castro ha una vera e propria passione. “Non mi piace fare paragoni, ma per me è il migliore di sempre. Cristiano ha dietro di sè una storia esemplare. Si è trasferito a Lisbona, lasciando casa sua, per fare il calciatore. È uno che si è fatto da solo, con una determinazione unica. Per me è un esempio per tutti i bambini. La gente lo critica troppo. ‘Perchè fa questo, perchè spende così tanto per quest’altro’. Ma lui risponde sul campo ogni partita, sapendo benissimo da dove è venuto. Il giorno in cui faranno un film su di lui e la gente si renderà conto da dove è partito, come è diventato calciatore, verrà considerato molto di più di quanto già non sia”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy