Cassano:”Mi serve un’ occasione, quella che non si può bruciare”

Cassano senza limiti in una intervista rilasciata al Corriere dello Sport: chiede l’ultima occasione, parla delle sue cassanate, ammette gli errori commessi con Totti, Capello e Trapattoni. E molto altro ancora…

di Redazione Il Posticipo

Antonio Cassano, ultima possibilità? Il calciatore, in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport confessa le proprie speranze e si offre gratuitamente. Purché vi sia un progetto tecnico serio. Il barese si sta allenando da solo per ritrovare la forma fisica e tornare a essere protagonista. In quella che sembra, davvero, l’ultima chiamata. In questo senso uno stralcio dell’intervista è significativo: “Mi serve solo un’occasione, l’ultima, quella che non si può bruciare”.

OFFERTE – Le offerte, però, non gli mancano, compresa quella del Bari, ma Cassano non ha intenzione di giocare in serie inferiori. “Mi alleno: quindici chilometri al giorno, sull’asfalto, mi serviranno per correre più veloce sull’erba: ho ricevuto tante offerte ma non vado dove si lotta per non retrocedere. Il Bari? È nel cuore, ma voglio la A. Ho poco tempo per riconquistare il campionato”.

BAGGIO – Avrebbe potuto farlo. Tanto tempo fa. Più di qualcuno lo ha paragonato a Baggio: “Robertino? Ero come lui fino al collo, poi altra testa. È una persona fantastica, non come tanti che ci sono in giro”.

TOTTI – Cassano riconosce i propri errori. In primis, non aver ascoltato le parole di Totti. “Avrei dovuto dare ascolto a chi mi voleva bene veramente. Totti e Vito Scala hanno provato decine di volte a riportarmi sulla retta via. Se avessi fatto il 50% di quello che mi suggerivano oggi giocherei ancora ad altissimo livello. Anche da bambino facevo il contrario di quello che diceva mia madre”.

CASSANATE- Cassano dichiara che gli manca un venerdì, che passa direttamente al sabato. Le “cassanate” sono infinite: “ La mancanza di rispetto a Garrone, gli anni d’inferno che ho fatto passare a Fabio Capello. Eppure lo sento ancora. Capello è cambiato, si è addolcito. In fondo ci siamo sempre voluti bene”. Su Trapattoni, è rintracciabile una “cassanata” inedita: “Europei del 2004. Il giorno dopo la partita con la Danimarca c’è allenamento di scarico. Me ne andai urlando verso Trapattoni. Mi sentivo titolare. Buffon m’inseguì fino allo spogliatoio dandomi ripetutamente del deficiente... ”.

SQUADRA – C’è ancora tempo per rimediare. Resta da capire in quale squadra. Cassano ha idee chiare: “Bologna, Parma, Sassuolo, Torino. Anche gratis”. Chi sa se Fantantonio regalerà l’ennesima magia?

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