Caso Sala: la FIFA pubblica le motivazioni della sentenza e se il Cardiff non paga avrà il mercato bloccato

Il Cardiff non ha ancora versato la prima tranche dei circa 18 milioni pattuiti con il Nantes, nonostante la FIFA avesse stabilito che il trasferimento era valido. E le motivazioni del giudizio portano anche alla definizione della pena: tre sessioni senza fare acquisti. Ma c’è ancora il ricorso…

di Redazione Il Posticipo

Il caso Sala continua a far discutere, nonostante sia passato quasi un anno da quando l’aereo con il calciatore argentino, appena passato dal Nantes al Cardiff City, si è inabissato nella Manica. Qualche giorno fa è stato il San Martin de Progreso, la squadra in cui Sala è cresciuto, a lamentarsi per il mancato pagamento dell’indennità di formazione che spettava al club dopo la cessione ai gallesi. Questo perchè il Cardiff non ha ancora versato la prima tranche dei circa 18 milioni pattuiti con il Nantes, nonostante la FIFA avesse stabilito che il trasferimento era valido e che quindi il cartellino andava pagato.

COMPLETATO – Ma come riporta la BBC, i gallesi dovranno rimettersi in linea con i pagamenti, altrimenti arriverà una sanzione: tre sessioni di mercato senza poter fare acquisti. Sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza del Player Status Committee della FIFA, che spiega come secondo le normative il trasferimento era da considerarsi completato, con tutte le necessarie formalità burocratiche espletate giusto un paio d’ore prima del volo fatale. E quindi il Cardiff non ha motivi per non voler pagare quanto pattuito per Sala. Il mancato adempimento del contratto porterebbe la FIFA a optare per il blocco del mercato: tre sessioni senza la possibilità di mettere mano alla squadra.

RICORSO – Questo, secondo la televisione pubblica britannica, è quello che rischia il club nel caso non dovesse versare nel più breve tempo possibile la prima parte del denaro, circa 6 milioni di euro. Gli altri due pagamenti sono stati previsti dalla FIFA per gennaio 2020 e per lo stesso mese 2021, ma non sono stati menzionati nelle motivazioni del giudizio. Che in ogni caso è stato impugnato a inizio ottobre, con tanto di ricorso da parte della squadra di Championship entro il termine di due settimane dalla pronuncia, arrivata a fine settembre. L’ultima parola, dunque, spetta al TAS. E visto com’è andata finora, sembra difficile che il Cardiff decida di arrendersi e pagare prima di averle provate davvero tutte.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy