Caso Sala: emergono due errori del pilota che potrebbero spiegare la tragedia

Caso Sala: emergono due errori del pilota che potrebbero spiegare la tragedia

Le indagini sulla tragedia aerea che è costata la vita a Emiliano Sala vanno avanti e sono emersi due errori da parte del pilota che potrebbero aver causato il disastro. Uno è burocratico, ma l’altro potrebbe aver influito sul tragico finale.

di Riccardo Stefani

È passato più di un mese dalla scomparsa del velivolo che avrebbe dovuto trasportare il ventottenne Emiliano Sala da Nantes a Cardiff per cominciare la sua nuova esperienza lavorativa e di vita in Premier League. Le ricerche sono andate avanti per settimane e il ritrovamento di alcune parti dei sedili di un velivolo nella Manica hanno lasciato presagire il peggio. Fino a quando, lo scorso 8 febbraio, il mezzo è stato ritrovato a Alderney, sul fondo del canale che anche simbolicamente separava il calciatore argentino dalla realizzazione del sogno di giocare in Premier League. Il corpo del ragazzo era lì dentro. Ora, però, le indagini proseguono e sono state individuate delle irregolarità.

IL PILOTA – Il corpo del pilota, Dave Ibbotson, non è ancora stato ritrovato e la sua famiglia, con l’aiuto di una raccolta fondi, sta facendo in modo che il suo corpo venga ritrovato: le ricerche riprenderanno questa settimana. Come riporta il quotidiano spagnolo Marca, però, sono state individuate delle leggerezze messe in atto da Ibbotson: la prima di queste due è meno importante e riguarda la fase di registrazione del volo. Il pilota ha comunicato un numero identificativo del volo sbagliato, o meglio, ha invertito due cifre del codice, riportandolo in maniera erronea su alcuni documenti. Il secondo errore del pilota potrebbe essere invece del tutto rilevante per fornire una spiegazione all’incidente.

IFR O VFR – Marca spiega che Dave Ibbotson avrebbe utilizzato una modalità di volo poco consona alle condizioni meteorologiche vigenti al momento del decollo. Una leggerezza un po’ troppo grave per un professionista? Così pare. Anche perché lo stesso pilota aveva confessato su Facebook, qualche ora prima dell’incidente di essere un po’ arrugginito. E in quelle condizioni, invece che con la modalità di volo chiamata IFR, ossia, regole di volo strumentali che consentono la conduzione di un velivolo anche in condizioni di scarsa visibilità, avrebbe azzardato il decollo in modalità VFR, ossia, una modalità basata sul solo utilizzo della propria vista. Non il massimo della vita per chi non era molto certo delle proprie abilità. E forse, una delle ragioni per cui lui ed Emiliano Sala non sono mai arrivati a Cardiff.

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