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Caso Diakhaby, il Valencia accusa: “Ci hanno minacciato di penalizzazioni per costringerci a tornare in campo”

VALENCIA, SPAIN - JANUARY 21: Mouctar Diakhaby of Valencia CF looks on during the La Liga Santander match between Valencia CF and C.A. Osasuna at Estadio Mestalla on January 21, 2021 in Valencia, Spain. Sporting stadiums around Spain remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by David Ramos/Getty Images)

Torna di nuovo lo spettro del razzismo nel calcio. Il calciatore del Valencia ha abbandonato il campo durante il match contro il Cadice dopo un battibecco con Juan Cala ed è stato seguito dai suoi compagni di squadra, che per solidarietà sono...

Redazione Il Posticipo

Torna lo spettro del razzismo nelle competizioni europee. Dopo il clamoroso caso in Champions League di Paris Saint-Germain-Istanbul Basaksehir, con il quarto uomo accusato di aver insultato un componente della panchina turca e il match tra Rangers e Slavia Praga, con Kamara che sostiene di aver subito lo stesso trattamento da parte del ceco Kudela, anche la Liga non si fa mancare purtroppo nulla e presenta il caso Diakhaby. Il calciatore del Valencia ha abbandonato il campo durante il match contro il Cadice dopo un battibecco con Juan Cala ed è stato seguito dai suoi compagni di squadra, che per solidarietà sono usciti dal terreno di gioco. Poi la partita è ripresa, ma le polemiche non sono finite.

MINACCE - Anche perchè, come riporta Marca, il comunicato ufficiale del Valencia è parecchio duro su quello che è accaduto, in particolare sulla volontà di ricominciare a giocare dopo l'episodio. Il club bianconero spiega infatti che non c'è stata alcuna indicazione ai calciatori di tornare in campo e che sono stati gli arbitri a far sì che ciò accadesse...minacciando penalizzazioni. "In nessun momento il club ha spinto i suoi calciatori a tornare in campo. L'arbitro ha spiegato ai giocatori le potenziali conseguenze di un mancato ritorno sul terreno di gioco. E i calciatori, forzati a giocare sotto la minaccia di penalizzazioni, dopo gli insulti razzisti e il cartellino giallo ricevuto da Diakhaby, hanno deciso di tornare sul campo".

 VALENCIA, SPAIN - MARCH 12: Mouctar Diakhaby of Valencia is booked by referee, Guillermo Cuadra Fernandez during the La Liga Santander match between Levante UD and Valencia CF at Ciutat de Valencia Stadium on March 12, 2021 in Valencia, Spain. Sporting stadiums around Spain remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Alex Caparros/Getty Images)

DUE VERSIONI - Non esattamente la versione che ha dato il comitato degli arbitri spagnoli qualche minuto dopo, smentendo completamente il comunicato del Valencia. Una situazione che rischia di creare parecchio caos, perchè le due visioni della questione sono totalmente contrastanti. L'associazione dei fischietti ha infatti assicurato che non c'è stata alcuna comunicazione tra il direttore di gara Medié Jiménez e la squadra bianconera e che, in ogni caso, qualsiasi decisione riguardo eventuali penalizzazioni non spetta certo al comitato degli arbitri, ma a chi organizza la Liga. Quel che è certo è che, dopo il caso di Parigi e quello di Glasgow, quello di Valencia dimostra che il razzismo è lungi dall'essere estirpato dal calcio. E questo, polemiche o no, resta il problema principale.

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