Casillas ricorda Mou: “Un rapporto di odio e amore. Io talpa? Ho pagato il mio silenzio”

Casillas ha ricordato uno dei momenti più tesi del calcio spagnolo: il periodo di José Mourinho al Real Madrid.

di Redazione Il Posticipo

Dopo aver rivisto i momenti dell’infarto , il famoso momento dei ‘Galacticos’ , Iker Casillas ha ricordato nel quinto capitolo del suo documentario ‘Hanging the Wings’ di Movistar + uno dei momenti più tesi del calcio spagnolo: il periodo di José Mourinho al Real Madrid. Le sue parole sono riprese da AS.

TENSIONE  – Un rapporto caratterizzato da vittorie e tensioni. “Ricordo le sfide accesissime con il Barcellona. In quel caso sono d’accordo al 200% on Mourinho, siamo stati danneggiati. La tensione è iniziata in occasione di una sfida con il Levante. Ci siamo allontanati dal Barcellona, il nervosismo è cresciuto e gli dissi che non mi sembrava giusto che un professionista abbia messo il dito nell’occhio di un altro allenatore (il riferimento è alla rissa in cui Mou arrivo a contatto con Tito Vilanova). Il club  ci dice di non avere così tanti attriti, Parliamo e ci diciamo le cose in faccia ma dopo un po’ i fantasmi si ripresentano. Il terzo anno il rapporto era logoro, dopo un rapporto di amore odio per i primi due anni”.

ACCUSE – Dalle cattive sensazioni alla rottura il passo è breve. “Dopo natale mi sono infortunato. Poi sono uscite le voci relative alla “talpa”. Sono stato accusato ma non potevo difendermi da qualcosa che non avevo fatto. Sono rimasto in silenzio, ma alla fine ho sbagliato anche perché poi  i tifosi mi hanno identificato come colpevole. Sono stata vittima del mio silenzio. Dopo l’infarto Mourinho si è messo in contatto con me, mi ha augurato il meglio”. Il Bernabeu non ha perdonato. “Mi hanno fischiato. Mi sentivo arrabbiato perché pensavo che non fosse giusto”.

ADDIO – Il primo passo verso l’addio. “Non mi stavo divertendo, non mi sentivo bene con me stesso, ho sentito che stava arrivano il momento di maturare una decisione. Non è stato facile, dopo 25 anni passato al Real Madrid. Una storia non si può chiudere così. Di certo, c’è stato un errore da ambo le parti. Poi al Porto mi sono sentito di nuovo un giocatore. Anche se in un calcio molto diverso. Quella esperienza mi ha fatto apprezzare quello il Real Madrid da lontano”.

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