Casa e campo: abitazioni…incedibili

La saggezza popolare non sbaglia mai: anche i ricchi piangono. Vi presentiamo i casi di due famiglie coraggiose che hanno detto no ai ricchi assegni dello sport.

di Riccardo Stefani

Qualche fantasia su cosa si potrebbe fare se si divenisse incredibilmente ricchi l’hanno fatta tutti ma se il prezzo è vendere una parte della propria vita allora bisogna rifletterci bene. Spesso ripetiamo il vecchio detto per convincerci che non siano i soldi a fare la felicità. Certo, aiutano, ma ci sono cose che non possono essere rimpiazzate con un prodotto costoso, un’auto di lusso, un autista o una villa a tre piani: i nostri ricordi e la nostra identità. Certo, molti, per necessità o altri motivi sono giunti a compromessi e non vanno stigmatizzati per questo, ma chi riesce a tenere il proprio punto, a non vendere ciò che gli sta a cuore nonostante arrivino offerte da far perdere i sensi. Immaginate di possedere una casa in cui la vostra famiglia è nata, è cresciuta e ne ha generate altre, una casa che non cambiereste con nessun’altra al mondo; poi arriva un magnate con un progetto ben assestato a proporvi di venderla o di sorvolare sui disagi che tale costruzione possa recarvi in cambio di contropartite monetarie che mai avreste potuto vedere in altre circostanze nella vostra vita. Beh, esistono due casi del genere in cui i soldi non riescono a comprare il favore di certe famiglie e oggi vogliamo parlarvene.

USA – Augusta, una casa…incedibile

Per il primo caso prendiamo un bel volo intercontinentale e voliamo in Georgia, Stati Uniti. Herman ed Elizabeth Thacker possiedono una deliziosa villetta in mattoncini marroni circondata da un bel prato all’inglese, immersa, fino a non molto tempo fa nella verde campagna dello stato con capitale ad Atlanta. Negli ultimi anni una grossa compagnia ha acquistato molte case e lotti lì intorno per espandere il prestigioso club di golf, l’Augusta National Golf Club, e destinare un’importante area ai parcheggi. Questo non è un circolo sportivo qualsiasi, viene chiamato The House of Masters e una volta l’anno si gioca in questa sede una competizione di spessore continentale. L’équipe del proprietario ha fatto una proposta a sette cifre ai Thacker che, probabilmente dopo aver perso i sensi nel vedere la cifra, hanno rifiutato l’offerta in quanto per loro la casa non è in vendita. Tre generazioni di ricordi valgono più di un assegno a sette cifre? Ognuno tiri le proprie somme ma… complimenti per il carattere!

INGHILTERRA – Finestre senza luce

Torniamo in Europa e soffermiamo lo sguardo sulla capitale inglese. In questa città il calcio non è un semplice sport, è praticamente un’ossessione: si pensi che alla sola area metropolitana di Londra appartengono ben tredici squadre di cui quattro (Arsenal, Chelsea, Crystal Palace e West Ham) giocano un ruolo di primo piano nel calcio inglese ed europeo. Il Chelsea, tra queste, è forse quella che grazie al presidente Roman Abramovich può permettersi più o meno qualsiasi cosa. Già, più o meno, perché il progetto da un miliardo di sterline per il nuovo stadio del magnate russo rischia di vedere una battuta d’arresto per colpa della famiglia Crosthwaite che possiede una bella casa nelle vicinanze dell’impianto. Il nuovo stadio andrebbe, secondo i loro legali, ad intaccare il loro diritto alla luce del sole (già mai eccessiva in Inghilterra). Casa Crosthwaite è infatti tanto vicina al nuovo stadio da rischiare di raccogliere sul balcone una palla spazzata dalla difesa dei Blues e questo colosso pronto ad accogliere sessanta mila persone potrebbe segnare l’eterna notte sulla casa. Spazio agli avvocati, quindi, perché nessuna offerta potrà persuadere la famiglia a rinunciare al sole nella loro casa dal valore superiore al milione di sterline.

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