Carvalho difende Mourinho: “Non è lui che ha perso il suo tocco magico, sono i giocatori che adesso hanno più potere…”

Poveri allenatori! Nel calcio 2.0, fatto di social e di protagonismi, normale che qualcuno della vecchia guardia si trovi spaesato. Una situazione che ha portato più di qualcuno a mettere in dubbio anche delle leggende della panchina. È il caso di Mourinho, che però viene difeso da un suo fedelissimo.

di Redazione Il Posticipo

Poveri allenatori! Nel calcio 2.0, fatto di social e di protagonismi, normale che qualcuno della vecchia guardia si trovi spaesato. I rapporti di forza sono cambiati, ora spesso e volentieri il coltello dalla parte del manico ce l’hanno i calciatori, sempre più restii all’autorità del tecnico e quasi mai disposti ad accettare imposizioni senza dire apertamente la loro. Una situazione che ha portato più di qualcuno a mettere in dubbio anche delle leggende della panchina. È il caso di Mourinho, che nei primi mesi al Tottenham si è trovato invischiato in tipologie di problemi, tra polemiche social e battibecchi più o meno pubblici, a cui forse non è abituato.

FEDELISSIMO – Ma un suo fedelissimo, Ricardo Carvalho, spiega che non è una questione che dipende dal portoghese. Lo Special One è sempre Special e i suoi metodi, come mostrano i risultati, non possono essere messi in discussione. Il problema è che sono i calciatori a essere cambiati. E ora diventa più complicato riuscire a imporre il proprio marchio su di una rosa, anche se ci si chiama Josè Mourinho e lo spirito di gruppo è la specialità della casa. “Non credo che Mourinho abbia perso il suo tocco magico. La questione è che ora come ora il calcio è molto diverso. I calciatori sono cambiati, hanno più potere. Sono loro che non si comportano più alla vecchia maniera e tocca a Mou accettare che le cose al momento vanno così”.

METODI – Nella sua intervista al Daily Mail, Carvalho si auspica che al Tottenham i calciatori riescano a entrare in sintonia con il tecnico. Anche perchè lui ne è consapevole: chi segue lo Special One, difficilmente se ne pente. “A volte, i problemi di Mou dipendono dal fatto che i calciatori non accettano il suo modo di fare. Ma lui si comporta così perchè vuole sempre fare il meglio e vincere trofei. Devi accettare i suoi metodi. Sa quello che fa e ha avuto successo ogni anno, dovunque sia andato. Quindi è una questione di tempo, all’inizio. E poi i risultati arrivano”. Il che è esattamente quello che sperano dalle parti di White Hart Lane…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy