Carragher ricorda Istanbul e ammette: “Il Milan era la squadra più forte e per 114 minuti ha giocato una finale capolavoro. Ma il calcio è questo…”

Istanbul, basta la parola. La finale di Champions del 2005, quella in cui il Liverpool ha battuto il Milan ai calci di rigore dopo aver finito il primo tempo sotto per 3-0. Jamie Carragher ricorda quella notte e ammette la superiorità rossonera. Ma alla fine, la storia l’hanno fatta i Reds…

di Redazione Il Posticipo

Istanbul, basta la parola. La città sul Bosforo, certo, ma se si parla di calcio non si può che pensare alla finale di Champions del 2005, quella in cui il Liverpool ha battuto il Milan ai calci di rigore dopo aver finito il primo tempo sotto per 3-0. Un ricordo amaro per i rossoneri, ma splendido per chi, come Jamie Carragher, ha fatto la sua parte in un vero e proprio miracolo. L’ex bandiera dei Reds ha rivissuto quella notte parlando con il Liverpool Echo. E ha ammesso che il Milan era decisamente più forte della sua squadra…

MILAN – “Sapevamo prima della partita che il Milan era più forte di noi. Il che non significa che non potevamo vincere, ma quando ti ritrovi a fine primo tempo sotto 3-0 contro una squadra che sai benissimo essere più forte è complicato dire ‘ok, adesso facciamo questo e quest’altro e rientriamo in partita’. E la prestazione del Milan è stata incredibile, per 114 minuti hanno regalato la miglior performance che si possa vedere in una finale di Champions League”. In effetti, i rossoneri erano arrivati da favoritissimi al match e il primo tempo aveva legittimato le pretese milaniste al trono europeo.

SEI MINUTI – “Metà della loro squadra avrebbe vinto la Coppa del Mondo l’anno dopo, Shevchenko era il miglior centravanti del mondo all’epoca, Kakà in capo a due anni sarebbe diventato il migliore al mondo assieme a Ronaldinho. Era una squadra speciale che ha fatto una partita capolavoro, tranne che per sei minuti. Ma il calcio è così ed è questo che lo rende uno sport così unico. Quella partita è stata una cosa stranissima. L’hanno definita un miracolo ed è quello che è stata: un miracolo”. Sei minuti, quanto basta per cambiare tutto.

ISTANBUL – E per creare un mito duraturo. Per Carragher, Istanbul è un argomento di conversazione ormai classico… “Quando vado in vacanza, dovunque mi trovi, un hotel, un bar o un ristorante in qualsiasi parte d’Europa, se qualcuno mi vede e mi riconosce, la prima cosa di cui mi parla è della finale di Istanbul. Quello che rende quella coppa così speciale è il modo in cui l’abbiamo vinta. Ha ovviamente colpito di più i tifosi del Liverpool, ma è ricordata in tutto il mondo. Non esistono altre finali del genere”. Difficile dargli torto. Anche se i milanisti avrebbero evitato volentieri di vederne anche una sola…

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