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Carlos Roa, il portiere che disse no allo United perchè…il mondo stava per finire: “A livello spirituale, un’ottima decisione. Sportivamente parlando invece…”

Estate 1999, il portiere argentino del Maiorca e della nazionale albiceleste sta per volare a Old Trafford come erede di Schmeichel. Ma l'estremo difensore, di colpo, lascia il calcio perchè è convinto che stia per arrivare l'Apocalisse. Come...

Redazione Il Posticipo

Al giorno d'oggi, il nome di Carlos Roa non dice molto agli appassionati di calcio. Ma vent'anni fa il portiere argentino era l'estremo difensore del Maiorca che arriva a giocarsi la Coppa delle Coppe contro la Lazio. E Roa difende i pali anche della nazionale albiceleste: le sue parate al mondiale francese eliminano l'Inghilterra e lo fanno notare dalla Premier League. Nell'estate 1999 il suo passaggio al Manchester United (fresco di triplete) per diventare l'erede di Peter Schmeichel è quasi cosa fatta. E poi cos'è accaduto? Beh, che Roa, un avventista del settimo giorno, lascia il calcio perchè è convinto che stia per arrivare l'Apocalisse. Come racconta al Mirror, non esattamente la migliore scelta dalla sua carriera.

SCELTA - “All'epoca ero davvero legato alla religione e allo studio della Bibbia. È stata una decisione difficile da prendere, ma allo stesso tempo ci avevo pensato parecchio. E la mia famiglia era d'accordo con me. Certe cose succedono senza che si sappia mai il perchè, sono personali e ne puoi parlare solo con le persone che hai vicino. All'epoca molte persone hanno detto un sacco di cose e mi hanno etichettato, ma è a causa della loro ignoranza". A trent'anni, nel picco delle sue capacità sportive, Roa appende gli scarpini al chiodo. Ma molti non ci credono granchè. "Al Maiorca pensavano che sarei tornato subito e che avrebbero comunque fatto un sacco di soldi con il mio trasferimento, che era ormai imminente".

DECLINO - E invece no, Roa si ferma davvero. Tornerà un anno dopo, quando il mondo è ancora tutto intero, ma senza ritrovare più i suoi livelli. Anzi, il destino si accanisce su di lui con un tumore ai testicoli, che però l'argentino supera brillantemente. Alla fine il ritiro, quello vero, arriva nel 2006. Ma il pensiero di quell'occasione sprecata non se ne andrà mai. A conti fatti, una scelta non molto saggia, come ammette lo stesso portiere. "Ancora oggi penso che a livello spirituale fosse un'ottima decisione. Ma in termini sportivi ovviamente non lo è stata, perchè ho lasciato il calcio nel miglior momento della mia carriera. Sarei potuto diventare ancora più forte, ottenere contratti migliori e sarei finito a giocare in Inghilterra".