Per la Nazionale in pole c’è Ancelotti: Carlo I sarà re d’Italia?

Carlo Ancelotti sembra l’assoluto favorito per sostituire Ventura sulla panchina della Nazionale. Una soluzione che ridarebbe certamente entusiasmo al mondo del pallone tricolore.

di Francesco Cavallini

Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Carlo Ancelotti sembra l’assoluto favorito per sostituire Ventura sulla panchina della Nazionale. Profilo internazionale, esperienza pluriennale nei migliori campionati del mondo e più di qualche trofeo in bacheca, che male non fa mai. C’è quindi poco da meravigliarsi se quello dell’ex tecnico di Bayern, Real Madrid, Chelsea, PSG, Milan (tanto per nominarne una in ogni nazione) è il nome più quotato di quelli del toto-CT. Una soluzione che darebbe certamente entusiasmo al mondo del pallone tricolore, con la certezza che a sedere sulla panchina azzurra sarebbe forse il miglior allenatore italiano attualmente su piazza. Un ottimo biglietto da visita per la ricostruzione ormai imminente.

Carlo Ancelotti, gestore di campioni

Il suo palmares parla da sè, ma ciò che nel corso degli anni ha sempre colpito di Ancelotti è la capacità di amalgamare gruppi eterogenei e pieni di grandi campioni in unità coese e vincenti. Non per nulla, il tecnico emiliano è da sempre considerato prima che un grande allenatore il perfetto gestore. Una qualità che sembra fatta apposta per sedere sulla panchina di una nazionale. Il migliore a gestire gli uomini con una possibilità di scelta illimitata sembra la figura perfetta per gli azzurri. Ancelotti poi non fa preferenze per ciò che riguarda i moduli, ma è in grado di applicarne diversi a seconda del materiale umano che si trova a disposizione. Un motivo in più per caldeggiare la sua candidatura, dato che il primo compito di un CT è quello di ricavare il massimo dai suoi calciatori.

Ancelotti CT, perchè sì

Basta dare un’occhiata alla bacheca per capire perchè Ancelotti sarebbe la scelta migliore per l’Italia. Un tecnico vincente, amato ed apprezzato anche da chi l’ha avuto come avversario. Un allenatore di nome, segno che la Nazionale è in grado di attirare chi in teoria potrebbe allenare qualsiasi squadrone al mondo. Un volto spendibile anche all’estero, dove ha saputo dare ottima prova di sè, per migliorare l’immagine del calcio italiano anche al di fuori dei confini. E poi, tornando ai valori tecnici, un allenatore capace di dare un’identità di squadra anche a gruppi eterogenei, in grado di farsi comprendere e seguire anche da calciatori con un palmares importante, che conosce diverse tipologie di calcio (e di avversari) ed ha saputo adattarsi e vincere ovunque. Un identikit pressochè perfetto di chi dovrà farsi carico di una nazionale ferita e, creandola a sua immagine e somiglianza, portarla di nuovo tra le grandi d’Europa e del mondo.

Ancelotti CT, perchè no

Esistono dei motivi validi per cui Carlo Ancelotti non debba sedere sulla panchina azzurra? Incredibile ma vero, sì. In primis il problema maggiore per la Federcalcio sarebbe l’ingaggio di Carletto, che al Bayern è stato per un periodo l’allenatore più pagato al mondo con i suoi 16 milioni di euro annui. Una cifra naturalmente fuori portata per la Federazione, che a quel punto si vedrebbe costretta a cercare appoggi economici dai suoi sponsor per garantire al CT un contratto che perlomeno si avvicini al suo vecchio stipendio. Ma c’è di più. Di certo Ancelotti ha dichiarato di non sentirsi pronto ad allenare una nazionale anche e soprattutto per non dare appoggio ai critici di Ventura prima degli spareggi, ma la possibilità che il tecnico voglia continuare ad allenare giorno dopo giorno (quindi in un club) piuttosto che una volta ogni mese non è totalmente da escludere. A quel punto ci sarà bisogno di una persuasiva opera di convincimento. Nella certezza però che la Nazionale difficilmente si rifiuta.

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