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Carini: “Io, quello scambio con Cannavaro. Spero che Buffon continui. Conte all’Inter?Non mi ha sorpreso”

Simone Lo Giudice

 Mandatory Credit: MikeHewitt/Getty Images

Ancelotti, Lippi, Mancini: che cosa le hanno insegnato questi tre allenatori?

Mi hanno stare bene tutti e tre. Ancelotti e Lippi gestivano lo spogliatoio in maniera speciale, sempre con grande attenzione anche nei confronti di chi giocava di meno. Curavano i dettagli in maniera maniacale, erano grandi lavoratori, è stato un privilegio lavorare insieme a loro. Lo stesso discorso vale per Mancini, anche se avevamo un rapporto meno stretto. All'Inter ha fatto grandi cose e ho vinto titoli importanti. È stato un privilegio essere stato in Italia e avere lavorato con questi tre grandi allenatori.

Come è nato il tuo passaggio all'Inter nel 2004? Molti hanno considerato lo scambio con Cannavaro un affare per la Juventus: questa cosa le dà fastidio?

Stavo giocando con continuità allo Standard Liegi. Un giorno il mio agente mi chiamò per dirmi che l'Inter mi stava cercando. Dissi subito di 'sì': mi sembrava una grande opportunità per la mia carriera. Una seconda possibilità. Al mio arrivo alla Juve a 21 anni, nel 2004 avevo più esperienza. Quando sono arrivato a Milano ho scoperto dello scambio con Fabio Cannavaro, ma questo non ha cambiato la mia positività nei confronti di quella sfida. Ero convinto di poter trovare spazio all'Inter. Mi sono messo subito a disposizione di Mancini.

Non solo Recoba: all'Inter c'erano tantissimi sudamericani. Passavate il tempo insieme?

C'erano argentini, brasiliani, uruguaiani come Recoba, colombiani tipo Cordoba. Eravamo un grande gruppo. Ricordo anche gli italiani, poi Stankovic e Ibrahimovic. Prima degli allenamenti ci ritrovavamo a casa di qualcuno per parlare delle partite. Abitavamo nella zona del lago di Como, vicino c'erano Zanetti e Recoba. Ci ritrovavamo spesso con le nostre famiglie, passavamo il tempo insieme. Così rendevamo il gruppo ancora più unito. Ci divertivamo, staccavamo la spina da una vita che era fatta sempre di calcio, calcio e ancora calcio. Vivevamo momenti di gioia insieme ai nostri cari.

Che cosa significa Juventus-Inter per Carini? Per chi fa il tifo?

Le partite tra Juventus e Inter sono sempre speciali. Mi fanno venire in mente l'allegria di quei giorni, i miei ex compagni, l'atmosfera dello stadio, i tifosi. Non posso dire se sostengo l'una o l'altra. Porterò sempre quelle gare nel mio cuore. Auguro al meglio sia all'Inter che alla Juve. Ho vissuto momenti indimenticabili con entrambe: li racconto sempre ai miei figli.

Lei ha giocato anche nel Cagliari: c'è un legame particolare tra sardi e l'Uruguay?

C'è qualcosa speciale tra la città e noi. Da Cagliari sono passati giocatori come Enzo Francescoli, Diego Lopez, Abeijon, Pepe Herrera. C'è un grande affetto nei nostri confronti in Sardegna. La mia esperienza a Cagliari purtroppo non fu delle migliori. Non sono riuscito a giocare con continuità, ma ricordo il grande affetto del pubblico e della città. La Sardegna è una seconda casa per tutti i calciatori della Celeste.

Nel 2006 è scoppiato lo scandalo Calciopoli: è stata un'estate difficile? 

Calciopoli mi diede grande tristezza. Conoscevo tanti giocatori coinvolti nello scandalo: hanno passato brutti momenti. Poi la Juventus perse la categoria. Fu un momento difficile, brutto da vivere anche se mi trovavo in altro Paese. Nessuno l'avrebbe augurato ai bianconeri, però quando vengono commessi degli errori si deve pagare. Per fortuna molti campioni sono rimasti a Torino, il club ha riconquistato la Serie A. La Juve è tornata dove merita. Il 2006 è stato un anno duro, ma il club è rinato ed è di nuovo grande.

All'Inter lei ha giocato con Ibrahimovic: che cosa ricorda di Zlatan?

Mi sono allenato con Ibra. Vale quello che ho detto per Buffon: è un fuoriclasse, un grande calciatore, che si allena duramente, completo e forte, agile e tecnicamente dotato. Ho sempre apprezzato la persona oltre al calciatore. Zlatan aveva un grande carattere: è un vincente nato, un giocatore molto competitivo. Ha vinto ovunque, è stato un onore dividere lo spogliatoio con lui. Gli auguro il meglio. Spero che possa continuare a dimostrare la sua forza e tutto il suo valore.

Quale è stata la sua esperienza più bella dopo l'Inter?

Senza dubbio poter rappresentare l'Uruguay. Giocare per il proprio Paese è il sogno di ogni bambino. Così come disputare la Copa America e il Mondiale. Io sono riuscito a farlo. La cosa migliore che mi è successa nella mia carriera da calciatore è stata giocare tante partite con la Celeste. Lo porto nel cuore.

Ha un sogno per il futuro?

Diego Forlan e Sebastian Abreu fanno gli allenatori. Mi hanno chiesto se volessi fare parte del loro staff tecnico. Sono stato contattato anche da altri miei amici che fanno gli agenti sportivi. Per adesso voglio essere padrone del mio tempo. Sono tranquillo e felice. Mi sento realizzato e continuerò a vivere così.

(Si ringrazia Marco Corradi per la traduzione)