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Careca: “Ho detto no al Milan. La Ma-Gi-Ca meglio del tridente del Barcellona”

L'ex giocatore del Napoli interviene dal Brasile e parla un po' di tutto.

Redazione Il Posticipo

Antonio Careca fra presente e passato. L'attaccante brasiliano ha parlato un po' di tutto fra presente e passato. E rivela anche alcuni aneddoti inediti ai microfoni di Sky Sport.

DIEGO  - Napoli, una scelta di cuore. E non solo. "Faccio fatica in quarantena. Anche ad allenarmi. Quando mi allenavo facevo i 100 metri in poco meno di undici secondi. Ho preso la velocità da mio padre. Fra qualche mese faccio 60 anni, ma ancora una mezzoretta, con quello che vedo in giro, la posso anche fare.  Non vedo giocatori che mi somigliano, anche perché il calcio, tatticamente, è cambiato molto. Ho scelto il Napoli per giocare accanto a Diego. Sarei potuto andare in altre squadre, ma ho aspettato sino alla fine per realizzare questo sogno".

MAGICA - Careca è uno dei componenti della Ma-Gi-Ca. Il tridente che ha costruito le fortune del Napoli. "Ricordo con affetto tutti Giordano, è stato uno dei migliori con cui ho giocato. Ho solo il rimpianto di aver giocato appena un anno insieme. Carnevale, che è arrivato dopo, si è ambientato subito, ma Bruno era più forte. Un campione. Con la Ma-Gi-Ca, non abbiamo giocato a calcio, ci siamo proprio divertiti. Rispetto al tridente attuale, avevamo un vantaggio enorme, c'era Diego. Eravamo più forti anche del tridente del Barcellona attuale".

LEGAME - Careca ha sempre voluto essere legato al Napoli. "Avevo un patto con Diego, saremmo rimasti al Napoli. Sarei potuto andare al Milan, ma ho preferito restare in azzurro. Avrei potuto giocare con Van Basten, abbiamo  giocato insieme solo in una nazionale All Star. Era un giocatore perfetto, di movimento, poteva venire lui a Napoli. Giocare al San Paolo era una grande emozione. Avevamo 70-80 mila tifosi in casa e 10mila in trasferta. I tifosi facevano la differenza. Se potessi rivivere un momento, scelgo la vittoria in Coppa UEFA perché abbiamo vinto anche al di là dei confini italiani".