Capello: “In Italia non si decide mai. Il finale sarà uno sprint decisivi i giocatori”

In Inghilterra si riprende il 17 giugno. In Italia Fabio Capello è polemico con il nostro calcio.

di Redazione Il Posticipo

La Premier League ha preso una decisione: il 17 giugno si potrà tornare in campo per concludere una stagione il cui titolo è stato praticamente già assegnato in inverno. In Italia, invece, non ci sono ancora certezze.  Don Fabio Capello ai microfoni di TMW Radio esprime le sue idee al riguardo.

ATTESA –Non si decide mai niente, si fanno riunioni su riunioni. Ci sono problemi che non si vogliono risolvere. Si devono trovare soluzioni.  Serve una preparazione diversa. Prima ci si preparava per una lunga stagione, in questo caso ci si deve inventarti qualcosa che ti porti subito in condizione, sia fisicamente che mentalmente, senza giocare partite amichevoli. C’è il rischio concreto di infortuni dopo tanto tempo di inattività. Dipenderà molto da quello che hanno fatto nel periodo del lockdown. I calciatori hanno fatto ginnastica ed esercizi specifici, ma poi erano sempre sul divano.Sarà difficile e importante avere preparatori atletici che facciano degli allenamenti specifici per riportare i muscoli dei calciatori al top in maniera adeguata e graduale“.

TATTICA E NON SOLO – In questo contesto sarà importante l’orario delle partite: “Chi giocherà la sera sarà favorito, sicuramente. Fa davvero tanta differenza. Chi gioca prima, alle 17, farà molta più fatica a recuperare. Non è giusto. I giocatori chiedono di giocare dalle 18 ed è giusto. Il prime time inizia alle 21.30. Si dovrebbe cominciare a quell’ora. Oppure giocare la prima partita alle 19. In Spagna è così da anni“. Ma orari a parte, secondo Capello, si assisterà a un calcio diverso: “Contano i giocatori e basta. Sarà molto importante il lavoro fatto durante la quarantena. La cosa più importante sarà ritrovare la voglia e sfruttare i calciatori più veloci a tornare in forma. Vedremo un calcio diverso, più scorrevole. In Germania si fischia di meno perché molte volte l’arbitro viene condizionato dalle proteste del pubblico e spero quindi ci sia più continuità di giocoSarà eccitante, è come uno sprint“.

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