Capello e il Fenomeno: “Il migliore che abbia mai allenato, ma mi creava problemi con le feste. Una volta Van Nistelrooy mi disse che lo spogliatoio puzzava di alcol…”

Il tecnico friulano è tornato sulla sua seconda esperienza a Madrid, quella in cui ha incrociato Ronaldo. Don Fabio racconta che, per quanto sia stato il calciatore più forte che abbia mai avuto a disposizione, il verdeoro gli ha anche creato qualche grattacapo

di Redazione Il Posticipo

Il calcio è strano. Si può essere dei grandissimi giocatori, ma al contempo creare anche…grandissimi problemi. E non è detto che essere i migliori significhi per forza portare la squadra alla vittoria. Strano ma vero, può essere il caso del Fenomeno. Ronaldo (quello brasiliano) in carriera a livello nazionale ha decisamente vinto poco, rispetto alla sua importanza nella storia del calcio. Con il Brasile ha fatto faville, nelle coppe europee si è difeso bene, pur non avendo mai portato a casa la Champions League, ma quando si parla di campionati è fermo a uno, quello con il Real 2002/03. E Fabio Capello spiega che per i Blancos…era un problema.

PROBLEMI – Il tecnico friulano, parlando a Sky Sport, è tornato sulla sua seconda esperienza a Madrid, quella in cui ha incrociato Ronaldo. A metà stagione il brasiliano ha lasciato il Real per trasferirsi al Milan, perdendo così l’occasione di mettere in bacheca la seconda Liga. E Don Fabio racconta che, per quanto sia stato il calciatore più forte che abbia mai avuto a disposizione, il verdeoro gli ha anche creato qualche grattacapo. “Ronaldo, ‘il Gordo’, è stato il talento migliore che io abbia mai allenato, ma a volte è stato anche quello che mi ha creato più problemi nello spogliatoio. Faceva feste di continuo, una volta Van Nistelrooy mi ha detto ‘mister, ma qui lo spogliatoio puzza di alcol'”.

ADDIO – Un talento problematico quello di Ronaldo, che lascia Madrid proprio in quella stagione e proprio a causa di Capello e dell’olandese. Il tecnico si fa comprare l’attaccante del Manchester United, il che significa meno spazio per il Fenomeno. Che decide di andarsene. Una scelta che, paradossalmente, mette le ali ai Blancos, come spiega il tecnico. “Quando se n’è andato al Milan abbiamo cominciato a vincere”. Il che non significa però che il brasiliano non fosse un campione. “Ma se parliamo di talento, è stato certamente il più grande”. Ennesima dimostrazione che a volte la bacheca non spiega alla perfezione quanto qualcuno sia stato importante…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy