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Caos stadi, in Francia si va verso un fronte comune fa Federcalcio e governo

MARSEILLE, FRANCE - OCTOBER 27: Dimitri Payet of Olympique de Marseille looks on during the UEFA Champions League Group C stage match between Olympique de Marseille and Manchester City at Stade Velodrome on October 27, 2020 in Marseille, France. Football Stadiums around Europe remain empty due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in fixtures being played behind closed doors. (Photo by Alex Caparros/Getty Images)

La bottiglia che ha colpito Payet, ennesimo caso di violenza in questo inizio di stagione, ha aperto ufficialmente la crisi in seno alla Federcalcio e anche a livello politico.

Redazione Il Posticipo

Ormai è caos in Francia. La bottiglia che ha colpito Payet, ennesimo caso di violenza in questo inizio di stagione, ha aperto ufficialmente la crisi in seno alla Federcalcio e anche a livello politico. La LFP e il Governo, secondo quanto riportato da RMC sono pronti a far fronte comune per porre un freno a un crescendo di disordini che mette in pessima luce sia il calcio francese che la gestione dell'ordine pubblico. Dopo sei casi legati alle intemperanze dei tifosi, a Parigi è stato messo all'ordine del giorno un tavolo di concertazione legato all'emergenza. E saranno presenti non solo i responsabili del calcio. Scende in campo anche la politica: presenti il ministro degli Interni, Gérald Darmanin, il ministro dello Sport, Roxana Maracineanu, e i responsabili delle Federcalcio e delle varie Leghe.

MARACINEANU - La politica, questa volta si farà sentire. Lo ha già fatto la Maracineanu, intervenuta ai microfoni di RMC Sport. "Credo sia arrivato inevitabilmente il momento di un confronto. Non ha senso nascondersi dietro il dito, né che ognuno si metta a difesa del proprio orticello. La questione di ordine pubblico è di interesse generale. I clun hanno il dovere di mettere nero su bianco quel che si aspettano dai loro tifosi. E occorre che vi siano regolamenti chiari e ben definiti. Al momento non è così perché il regolamento disciplinare della Federcalcio e dunque della Lega Francese non prevedono la responsabilità del pubblico in casi del genere. L'arbitro non sa cosa fare. Non è possibile.  Le autorità calcistiche devono scrivere chiaramente quali saranno le conseguenze legate al lancio di oggetti".

DISCIPLINA - Sin troppo facile prevedere un immediato e rigoroso giro di vite. La Lega calcio transalpina, ha già comunicato che il prossimo match del Lione in casa si disputerà a porte chiuse, ma la decisione potrebbe essere anche più severa. "Occorre trovare un accordo sulle regole, i veri tifosi e gli spettatori che si recano allo stadio devono avere il diritto di godersi lo spettacolo. Il calcio francese ha tutti i mezzi finanziari e intellettuali per organizzare un cambiamento. Sarà aperto un tavolo di concertazione, in modo da tracciare una via nuova e definitiva. Il calcio è un asset che genera e muove milioni di euro, tutti devono capire che ne è in gioco la sopravvivenza".