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Cantona e i Mondiali in Qatar: “Non li vedrò, per una questione di soldi, sono morte migliaia di persone!”

Cantona e i Mondiali in Qatar: “Non li vedrò, per una questione di soldi, sono morte migliaia di persone!” - immagine 1

King Eric non si è mai inchinato alle logiche del nuovo calcio, del business. E non vuole farlo neanche in occasione dei Mondiali in Qatar. Il francese ha dato un giudizio molto negativo sulla competizione che si terrà a fine 2022...

Redazione Il Posticipo

Eric Cantona, la su sarà una deformazione...nazionale, ma il francese è stato per anni il simbolo di una vera e propria rivoluzione, sia in Premier League che nel calcio mondiale. Irrequieto e imprevedibile, sia col pallone tra i piedi che... con il microfono o... con i piedi e basta. Anche quando ha smesso di giocare, King Eric non si è mai inchinato alle logiche del nuovo calcio, del business. E non vuole farlo neanche in occasione dei Mondiali in Qatar.

POTENZIALE - Parlando qualche tempo fa al DailyMail, il francese ha dato un giudizio molto negativo sulla competizione che si terrà a fine 2022. "Non mi importa molto dei prossimi Mondiali, per me non sono una vera Coppa del Mondo, il Qatar non è un paese calcistico. Non sono contrario all'idea di ospitare i Mondiali in un paese in cui c'è la possibilità di promuovere e far crescere il calcio, come è avvenuto in Sudafrica o negli Stati Uniti, dove il movimento femminile è al top. In Qatar, invece, a mio avviso questo potenziale non c'è. Credo sia solo una questione di soldi. E il modo in cui hanno trattato le persone che hanno costruito gli stadi è orribile, migliaia di persone sono morte. Sicuramente molta gente guarderà e festeggerà comunque durante questi Mondiali. Personalmente, io non li vedrò".

Cantona e i Mondiali in Qatar: “Non li vedrò, per una questione di soldi, sono morte migliaia di persone!” - immagine 1

MERITOCRAZIA - Oltre il potenziale, conta anche la meritocrazia, l'altro elemento fondamentale del pallone per Monsieur Eric. "Capisco che il calcio sia un business, ma penso anche che sia l'unico ambiente in cui tutti quanti possano avere una possibilità. E penso ancora che giovani calciatori possano crescere in zone povere, anzi, la maggior parte dei calciatori arriva da posti simili. Diventano calciatori e hanno la possibilità di aiutare loro stessi e le loro famiglie, il che è magnifico. E se sei forte è una meritocrazia, se sei meglio degli altri giochi tu ed è giusto così. Ecco perché, se il potenziale e la meritocrazia sono l'essenza del calcio, è ancora più sorprendente che si facciano i Mondiali in Qatar e che ci sia davvero gente che ha votato affinchè questo avvenga".