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Cannavaro: “Il nostro calcio non funziona, siamo indietro per tecnica, tattica e strutture”

Cannavaro: “Il nostro calcio non funziona, siamo indietro per tecnica, tattica e strutture”

Il giudizio del capitano della squadra Campione del Mondo nel 2006 sul calcio italiano e sulle sue prospettive a medio e lungo termine è molto severo.

Redazione Il Posticipo

Fabio Cannavaro a tutto tondo. In una intervista rilasciata a Sky Sport il capitano azzurro della nazionale campione del mondo 2006 analizza il calcio italiano e le sue prospettive senza rinunciare al... tackle.

CAMPIONATO - Un campionato difficile da decifrare. "Difficile fare previsioni. Sembra che non lo vogliano vincere. Quando c'è il momento di fare il salto di qualità, tutte steccano o fanno fatica. Non vedo continuità di rendimento. Nessuna può prendere il vantaggio. Il Napoli ha sprecato un'occasione, il Milan ha frenato, resta da capire se l'Inter sfrutterà la possibilità di recuperare una partita. Alleno da sei sette anni, mica da ieri. L'obiettivo è cercare un progetto valido, che mi possa attrarre. Vedremo cosa c'è all'orizzonte".

 BERLIN - JULY 09: Fabio Cannavaro (C) the captain of Italy lifts the world cup trophy, after his team's victory during the FIFA World Cup Germany 2006 Final match between Italy and France at the Olympic Stadium on July 9, 2006 in Berlin, Germany. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

CT - Si è parlato anche di Nazionale. Il nome di Cannavaro è stato associato alla panchina azzurra nell'immediato post - Macedonia del Nord.  "Credo sia normale che quando non si raggiunga una manifestazione importante come il Mondiale si facciano certi nomi in seguito a determinate situazioni. Ho un passato importante con la nazionale ma non c'è nulla di vero nelle voci. Mi ha fatto comunque piacere perché significa che ho scritto pagine importanti con la maglia azzurra. Mi spiace molto di più che soffrire per andare al Mondiale sia diventato una sorta di normalità".SEVERO - In questa ottica il giudizio di Cannavaro sul calcio italiano e sulle sue prospettive a medio e lungo termine è molto severo. "Ho scelto di crescere all'estero come allenatore e come uomo ma sono e resto italiano, ma il sistema non funziona. La Nazionale non va ai mondiali e ci si è quasi rassegnati all'idea come fosse normale. Nelle coppe Europee non si va avanti. C'è qualcosa da cambiare. Siamo molto lontani da un livello importante sotto diversi punti di vista. Parlo di tecnica, tattica e strutture. C'è una differenza importante, ma qui continuiamo a gestire il calcio sempre allo stesso modo. Dobbiamo svegliarci, non ci si è resi conto che altrove si va a tremila all'ora e che non siamo da tempo i più belli né i più forti".