Cannavaro a Casillas: “In Cina mi misuravano la febbre in ogni momento. In Italia le cose non vanno bene…”

Cannavaro a Casillas: “In Cina mi misuravano la febbre in ogni momento. In Italia le cose non vanno bene…”

Campioni del mondo e amici. Fabio Cannavaro e Iker Casillas decidono di fare una diretta Instagram in cui raccontarsi a vicenda la vita ai tempi del coronavirus. E l’azzurro, che è stato al centro dell’epidemia in Cina e vive di riflesso quella in Italia, spiega all’amico la situazione in entrambi i paesi.

di Redazione Il Posticipo

Campioni del mondo e amici, anche se la nazionalità è diversa. Fabio Cannavaro e Iker Casillas hanno in comune il fatto di aver sollevato entrambi, a quattro anni di distanza, la Coppa del Mondo. Ma anche di aver giocato assieme al Real Madrid, dopo che il capitano della nazionale è approdato al Santiago Bernabeu. In un momento in cui tutto il mondo comunica forzatamente attraverso i social, anche lo spagnolo e l’azzurro decidono di fare una diretta Instagram in cui raccontarsi a vicenda la vita ai tempi del coronavirus. E Cannavaro, che è stato al centro dell’epidemia in Cina e vive di riflesso quella in Italia, spiega all’amico la situazione in entrambi i paesi.

CINA – “Ho avuto la sfortuna di vivere questo virus qui in Cina. Sembrava un film dell’orrore. Ovunque volevano misurarmi la febbre, me la controllavano in panchina, nel centro sportivo, prima di entrare a casa. L’unica maniera per non far espandere il contagio era la prevenzione. In Italia quando sono tornato mi hanno chiesto quale fosse la situazione in Cina. E nessuno immaginava che sarebbe successa la stessa cosa un mese dopo”. In effetti Cannavaro il mese scorso aveva fatto il punto della situazione in Cina, quando ancora nel nostro Paese il contagio non si era diffuso.

ITALIA – Ma poi è arrivato e, come spiega l’azzurro a Casillas, ci sono problemi gravi da affrontare. “Continua ad arrivare gente negli ospedali e non c’è spazio per tutti. Stanno costruendo nuove strutture, ma cominciano a mancare le mascherine, i guanti e tutto quello di cui hanno bisogno i dottori. Con gli altri campioni del mondo abbiamo cominciato a fare una campagna di raccolta fondi e sta funzionando. Abbiamo bisogno di più persone, più siamo e più aiuto possiamo dare”. E poi una critica a chi non ha saputo immaginare una strategia con lungimiranza. “Le cose in Italia non vanno bene, ma non è servito a niente, perchè Germania, Regno Unito, Francia avevano la possibilità di chiudere le città e non l’hanno fatto. L’Europa non ha ‘approfittato’ della situazione in Italia per capire cosa fare”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy