Camerun, il diktat di Seedorf e Kluivert: “Giochi in Cina? E noi non ti convochiamo!”

Clarence Seedorf e Patrick Kluivert, i due grandissimi a cui la federazione ha affidato le sorti dei Leoni Indomabili, hanno subito messo in chiaro le cose. Chi sceglie campionati poco competitivi per contratti più ricchi getta via l’occasione di rappresentare la sua nazionale.

di Redazione Il Posticipo

La via per il successo nel mondo del calcio passa quasi necessariamente per l’Europa, al massimo per il Sudamerica. Quella del denaro, invece, può fare una traiettoria diversa, virando verso Oriente. Quello vicino, con i campionati della penisola araba. O quello estremo, con Cina e Giappone pronti a offrire fior di yuan e di yen a chi va ad arricchire le colonie straniere dei due massimi campionati. E quindi molti calciatori (anche di altissimi livello come Oscar, Paulinho o Carrasco) hanno optato per la seconda opzione: soldi, tanti e subito, alla faccia della competitività. Una scelta che hanno fatto molti giocatori del Camerun. Che ora però rischiano di perdere la nazionale.

NIENTE ORIENTE – Come riporta la BBC, Clarence Seedorf e Patrick Kluivert, i due grandissimi a cui la federazione ha affidato le sorti dei Leoni Indomabili, hanno subito messo in chiaro le cose, non convocando il capitano della squadra, l’attaccante Benjamin Moukandjo, e Christian Bassogog. Cosa hanno in comune i due? Militano in squadre della Chinese Super League, che Seedorf non ritiene assolutamente un campionato competitivo e allenante, come ha spiegato in conferenza stampa. “I calciatori giovani e bravi non giocano in Cina o in Asia. Chi sceglie contratti più ricchi deve capire che sta gettando via l’occasione di rappresentare la sua nazionale“. Chiusura totale? No, ma quasi. “Vogliamo calciatori disciplinati e che lavorano duro. E se qualcuno che gioca in Oriente può offrire queste garanzie, verrà preso in considerazione“.

COMPETITIVITÁ – Un ragionamento che non troverà tutti d’accordo, ma che certamente affonda le radici nelle esperienze dei due, che hanno visto molti compagni provenienti dall’Africa diventare grandi in Europa dopo aver sfidato i propri limiti. “I migliori vogliono giocare per le squadre più forti d’Europa, in competizioni come la Champions League. E per ottenere buoni risultati dobbiamo avere calciatori competitivi. Se hai talento e hai vent’anni devi giocare in Champions o in squadre europee come il Milan, la Juventus o il Chelsea“. O, perlomeno, non in campionati periferici. Insomma, patti chiari, amicizia lunga. Chi vuole essere convocato farà meglio a evitare l’Oriente.

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