Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

diritto effetto

Cambiano le procedure di tesseramento: occhio alle modifiche delle NOIF

Di Francesco Paolo Traisci. Sono passate pressoché sotto silenzio alcune modifiche apportate dal commissario FIGC, Fabbricini, al sistema dei tesseramenti calcistici. Si tratta in alcuni casi di modifiche formali ed aggiornamenti, in altri di...

Francesco Paolo Traisci

"Cambiano le procedure di tesseramento nel calcio italiano. Sono passate pressoché sotto silenzio alcune modifiche apportate dal commissario FIGC, Fabbricini, al sistema dei tesseramenti calcistici. Due scarni comunicati per annunciare l’abrogazione di un articolo e modifiche ad altri 13 delle NOIF, relativi al tesseramento ed al trasferimento dei calciatori. Nel primo dei due comunicati, il Commissario, ritenendone la necessità e di averne i poteri ai sensi dell’art. 27 delle stesse NOIF, delibera la modifica di una lunga serie di norme, tutte collegate fra loro. Si tratta in alcuni casi di modifiche formali ed aggiornamenti, in altri di vere e proprie novità. Senza la pretesa di voler analizzare una per una le nuove norme procediamo per argomenti.

"TESSERAMENTO RIFUGIATI - La novità nell’art. 39 è una semplificazione della procedura di tesseramento, con la eliminazione dell’obbligo di allegare alla richiesta di tesseramento del giocatore l’elenco dei tesseramenti. Quelle ai successivi art. 40 quater e 40 quinques aggiornano il sistema del tesseramento dei giocatori extracomunitari per le società dilettantistiche e per quelle del campionato di calcio a 5 alla situazione dei flussi migratori che attualmente investe la nostra penisola, potendo il permesso di soggiorno richiesto per il tesseramento essere sostituito da un documento equipollente ed il certificato di residenza dall’indicazione da “un attestato di dimora presso un centro autorizzato”. Via libera quindi alla regolarizzazione del tesseramento di rifugiati ed immigrati giunti nel nostro paese attraverso rotte di fortuna!

"SANITARI E PRECISAZIONI - Analizziamo solo brevemente l’art. 93, che riguarda il tesseramento in generale e che è stato modificato solo ai punti 2 e 3. Il punto 2, dedicato al tesseramento dei sanitari ausiliari, prevede ora che in caso di accordi economici questo debba avvenire, a pena di nullità, con l’indicazione dei termini di questo accordo. E quindi se i servizi del personale sanitario vengono pagati, se non vengono denunciati nell’apposito modulo, il tesseramento è nullo, non potendosi quindi più nascondere alla Federazione i compensi versati dalla società per le cure mediche ausiliarie. Nel punto 3 viene invece specificato che il giocatore professionista il cui contratto non è stato depositato non può disputare alcuna gara ufficiale, mentre prima questa limitazione era riservata solo alle gare di Campionato e di Coppa Italia. La differenza è minima ma colma l’incertezza creatasi con l’aumento delle competizioni ufficiali. Il professionista non tesserato non può scendere in campo in nessuna di esse.      

"NUMERO DI CLUB IN UNA STAGIONE - Le modifiche degli art. 95, 100, 101, 102, 103, 103 bis, 105, 107 e 117 bis riguardano invece i trasferimenti, a definitivi o temporanei di professionisti, non professionisti, giovani di serie e giovani dilettanti.  Alcune recepiscono alcune indicazioni emerse dagli organismi di governo internazionali (UEFA e FIFA, per intenderci), altre invece sembrano discostarsene. L’art. 95 nella nuova versione al punto 2, continua a prevedere che un calciatore professionista nel corso della stessa stagione può tesserarsi al massimo per 3 società differenti, ma che può scendere in campo solamente per due di esse, laddove in precedenza il limite di due era limitato alle gare ufficiali di prima squadra. Una regola più restrittiva, che esclude la possibilità di disputare gare ufficiali con la terza società anche qualora siano state giocate con una delle precedenti solamente gare con squadre giovanili (o con la famosa squadra B, se e quando ci sarà). E viceversa, se nei due precedenti club ha disputato solo gare in prima squadra, non potrà partecipare a gare ufficiali nemmeno con una formazione giovanile o B. E questo sia se venga ceduto (a titolo definitivo o temporaneo) sia se si svincoli dal contratto di tesseramento ai sensi dell’art.117. 

"PREMI DI VALORIZZAZIONE - Interessante è poi la sostituzione del cosiddetto “premio di rendimento”, che poteva essere inserito nei trasferimento dei “giovani di serie” fra due società professionistiche e dei “giovani dilettanti” nel trasferimento tra una società dilettantistica ed una professionistica con premi con criteri analiticamente definiti a favore della società dilettantistica e con premi e/o indennizzi a favore di una delle due società contraenti per il trasferimento dei “giovani di serie”. Quindi, in definitiva, fra società professionistiche ci sarà anche la possibilità che il premio sia pagato dalla società cedente a chi acquista (evidentemente poi in cambio di qualcosa dopo). Ecco, il sistema di “liberalizzazione” dei premi e degli indennizzi lasciati alla libera contrattazione delle parti appare una delle novità. Anche perché la sostituzione del premio di rendimento con quelli liberamente contrattati si ripete un po’ ovunque sia nella disciplina dei trasferimenti dei giovani (dilettanti e di serie). Come ad esempio nell’art. 101 al punto 7 per i trasferimenti temporanei (quelli che noi chiamiamo prestiti) di giovani di serie, dilettanti e giovani dilettanti, in cui i premi di valorizzazione sono completamente rimessi alla contrattazione delle parti. E lo stesso fa l’art. 103 relativamente ai prestiti dei calciatori professionisti.

"DIRITTO DI RISCATTO PER I GIOVANI - L’art. 101 si occupa quindi dei prestiti dei non professionisti (giovani e non) e dei giovani di serie, per i quali può essere mutato il titolo da temporaneo a definitivo, quando previsto dal contratto di trasferimento ed accettato dal giocatore, non più, come sino ad oggi, fino al termine deciso dal Consiglio Federale ma solo durante i periodi da questo stabiliti. Quindi nessun esercizio del diritto “di riscatto” durante la stagione ma solo durante le forchette temporali stabilite in Federazione. È possibile poi un secondo prestito per i giovani di serie durante la medesima stagione, anzi nella medesima sessione di mercato con il consenso della società titolare del cartellino.

"RECOMPRA - Gli art. 102 e 103 si occupano invece delle cessioni dei professionisti, sia temporanee che definitive. Il 102 tratta quelle definitive e contiene una novità molto interessante: viene introdotto e disciplinato quello che tutti ormai conoscono come diritto di “recompra” per i giocatori professionisti, ossia il diritto della società che cede un giocatore a titolo definitivo di prevedere le condizioni per un suo successivo riacquisto, sul modello già presente per i giovani di serie. Si tratterebbe quindi di un diritto di opzione, da esercitare entro i due anni dalla cessione definitiva del calciatore a condizioni prestabilite fra le parti ed accettate dallo stesso calciatore. E ciò sia nei casi di cessione “semplice”, sia nei casi di esercizio del diritto di riscatto da parte della società titolare del prestito del giocatore, a sua volta costruito come un’opzione (ossia un diritto che esercito senza che l’altro debba o possa fare nulla per impedirmelo).

"CIFRE INDICATE - Un simile diritto di opzione per “attribuire al cedente la facoltà di riacquisire a titolo definitivo le prestazioni sportive” del calciatore ceduto deve essere inserito nel contratto di cessione (in prestito o definitiva) con l’indicazione del corrispettivo sia per la concessione del diritto di opzione (evidentemente a titolo oneroso; il diritto di “recompra” si paga!) sia per il suo esercizio (il prezzo del controriscatto) e sottoscritta a pena di nullità dal calciatore stesso, con la sua espressa accettazione delle eventuali conseguenze dell’esercizio della clausola. Peraltro la società cessionaria (ossia quella che ha acquistato il giocatore) può a sua volta cederlo anche in pendenza della clausola di “recompra”, ma solo con l’accordo del club titolare dello stesso diritto, che quindi può rinunciarvi, e del calciatore. In questo caso il diritto di riacquisto perde validità e la società che lo ha perso può ottenere un indennizzo se previsto nel contratto originario.

"PRESTITO PER CHI È IN PRESTITO - Ed ancora lo stesso art. 103, che consente di trasformare la cessione in prestito in cessione definitiva, oltre ad aggiornarsi in seguito all’introduzione del diritto di recompra, mette nero su bianco la possibilità di una ulteriore cessione in prestito per il calciatore in prestito, anche all’interno della medesima sessione di mercato, sempre previo accordo della società titolare del cartellino e del giocatore stesso ed introduce il rinnovo unilaterale del prestito per un’ulteriore stagione sempre che sia previsto nel contratto stesso.     

"RISOLUZIONE DEI PRESTITI - Nell’art. 103 bis, che prevede la risoluzione del prestito, oltre ad alcune modifiche delle modalità di esercizio del diritto, che ora deve essere esercitato compilando, a pena di nullità, un apposito modulo, è stata introdotta la possibilità di prevedere un indennizzo per la risoluzione consensuale a favore di una delle due parti e quella che sia prevista nel contratto di prestito dei professionisti e dei giovani di serie, la facoltà di recesso unilaterale a favore del club titolare del cartellino (che lo ha dato in prestito) con il pagamento di un prezzo a favore dell’altra società che ha visto terminare anticipatamente il prestito. Lo stesso può avvenire per i dilettanti, ma poi un ulteriore trasferimento del giocatore rientrato dal prestito può avvenire solo nei confronti di un club professionistico.

"LA RECOMPRA SOSTITUISCE I PRESTITI? - In realtà, l’attenzione per la disciplina dei prestiti e l’introduzione del diritto di recompra sembrano due modi differenti di interpretare alcune dichiarazioni di Ceferin e di Infantino sulle prossime linee di politica normativa delle associazioni che presiedono (rispettivamente UEFA e FIFA). Come è noto e come in passato abbiamo anche spiegato, la volontà di entrambi sarebbe quella di eliminare o limitare fortemente i prestiti. Non sono sicuro che la nuova disciplina possa essere interpretata in tal senso. Al contrario, il diritto di ricompra andrebbe proprio in questo senso: la cessione con opzione per il riacquisto sarebbe proprio il naturale sostituto del prestito, consentendo ad un club di non perdere i propri diritti su di un calciatore anche dopo la sua cessione definitiva. Vedremo ....

"LISTA DI SVINCOLO - Lasciando da parte l’art. 105 la cui innovazione si limita ad estendere ai calciatori provenienti da federazioni straniere la disciplina degli accordi preliminari (quelli che si possono fare negli ultimi 6 mesi di contratto con i giocatori a scadenza), una modifica più rilevante riguarda le famose liste di svincolo per i dilettanti. Mentre in passato una volta inviato la lista di svincolo questa non era modificabile, in seguito alla integrazione dell’art. 107, nella lista anche dopo l’invio possono essere aggiunti ulteriori nominativi fino alla scadenza del periodo di svincolo. Altra interessante modifica è la sostituzione, per quanto riguarda tutte le controversie su tesseramenti e trasferimenti e svincoli, della Commissione Tesseramento con il Tribunale Federale Nazionale, ovviamente nella sua Sessione Tesseramento. Una modifica solo formale? Vedremo...