Calderon svela la frenata del Real per Conte: “Richieste inaccettabili da parte del tecnico”

Quando a Ramon Calderon, ex presidente del Real Madrid, viene chiesto il perchè del raffreddamento della pista Conte, ci si aspetta il solito attacco al suo successore Perez. E invece no. Stavolta la colpa non è di Florentino, ma dello stesso tecnico italiano.

di Francesco Cavallini

Sarà anche un grande ex con il dente parecchio avvelenato, ma difficile sostenere che Ramon Calderon, un passato da presidente del Real Madrid, non sappia sempre molto di quel che gira attorno alla Casa Blanca. Ed è probabilmente per questo che l’avvocato classe 1951, massima autorità al Bernabeu tra il 2006 e l’inizio del 2009, viene spesso e volentieri chiamato in causa da chi vuole saperne di più delle vicissitudini del club ora guidato dal suo acerrimo rivale, Florentino Perez. Quando a Calderon, su BBC Radio 5, viene chiesto il perchè del raffreddamento della pista Conte, ci si aspetta dunque il solito attacco al Presi. E invece no.

RICHIESTE – Stavolta (miracolo!) la colpa non è di Florentino, ma dello stesso Conte. Che secondo Calderon sarebbe arrivato a Madrid con il piglio che lo ha sempre contraddistinto sia nell’avventura alla Juventus che in quella al Chelsea. Al grido di “patti chiari, amicizia lunga”. Il che, nel linguaggio di Conte, significa massimo potere in tutto ciò che riguarda la squadra. “Ha chiesto un contratto di tre anni e di venire a Madrid con cinque persone del suo staff. Oltre che di avere mano libera per quel che riguarda i nuovi acquisti e le cessioni. Ma questo è qualcosa che per Florentino Perez è assolutamente inaccettabile”. Considerando che frizioni sul mercato avrebbero portato all’addio di Zidane, forse Calderon tutti i torti non ce li ha.

MOURINHO – Ma Conte, secondo l’ex presidente, non è neanche la scelta giusta. Troppo simile a un altro grande ex del Bernabeu, Josè Mourinho. Che ha sì portato a casa la Liga, ma ha fallito in Europa e soprattutto ha deluso per il gioco. “Non credo che Antonio Conte sia l’allenatore che il Real Madrid si aspetta. È come Mourinho, un allenatore difensivista che gioca con tre difensori centrali e fa il contropiede. E non è quello che vogliono vedere al Bernabeu. Perez ci ha già provato con Mourinho. Alla fine la Champions League non è arrivata e il portoghese ha lasciato il club in una pessima situazione”. Ha ragione Calderon? Chissà. Per scoprirlo, c’è tempo una decina di giorni. Poi la scelta di Solari dovrà diventare, per regolamento, definitiva.

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