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Calcagno: “La rivisitazione dei calendari internazionali è una esigenza”

SAO PAULO, BRAZIL - SEPTEMBER 05: Health authorities interrupt the match as they argue with players of Brazil and Argentina during a match between Brazil and Argentina as part of South American Qualifiers for Qatar 2022 at Arena Corinthians on September 05, 2021 in Sao Paulo, Brazil. (Photo by Alexandre Schneider/Getty Images)

Il presidente dell'AIC non lascia spazio alle interpretazioni dopo le polemiche legate alla sosta per le nazionali.

Redazione Il Posticipo

Sosta delle nazionali, soliti problemi. I club con il fiato sospeso sino al rientro dei loro calciatori. E tutto è reso più complicato dalle scelte delle confederazioni. E mentre iniziano i piani di rientro dal Sudamerica, la sosta lascia in eredità, oltre al caos, la necessità di una profonda riflessione sulle normative che regolano le trasferte dei calciatori in campo internazionale e intercontinentale e la necessità di una rivisitazione del calendario. Argomenti affrontati da Umberto Calcagno, presidente dell'AIC.

CALENDARIO - Le parole del dirigente sono riprese da Radio Kiss Kiss. "Credo che ormai il calendario a livello internazionale necessiti di una revisione. Ritengo sia una esigenza perché è doveroso salvaguardare sia l'aspetto sportivo che quello economico. Secondo un recente rapporto redatto dal sindacato Mondiale FIFpro, l'80% dei calciatori considerati top player, ovvero chi gioca a livello internazionale a livello di club e di nazionale, negli ultimi 18 mesi ha avuto meno di cinque giorni di riposo fra una partita e l'altra sobbarcandosi anche dei viaggi intercontinentali".

 SAO PAULO, BRAZIL - SEPTEMBER 05: Health staff members argue with Head coach of Argentina Lionel Scaloni (C) and players of Brazil and Argentina during a match between Brazil and Argentina as part of South American Qualifiers for Qatar 2022 at Arena Corinthians on September 05, 2021 in Sao Paulo, Brazil. (Photo by Alexandre Schneider/Getty Images)

COVID - Altro argomento molto caldo è quello legato al Covid. Si è parlato molto di sollevare i calciatori vaccinati o già guariti dal Covid dall'obbligo di sottoporsi ai tamponi rapidi. Calcagno passa la palla alle istituzioni. Anche perché non è possibile viaggiare negli altri paesi senza rispettare le leggi locali legate al contenimento della pandemia, estremamente variabile di luogo in luogo.   "Il protocollo FIGC non prevede tamponi per le competizioni nazionali, ma dobbiamo sottostare a tutte le norme governative interne dei paesi ospitanti. E ovviamente non possiamo derogare. L'unico auspicio è che i vaccini possano migliorare la situazione a livello internazionale. In questo senso, i calciatori professionisti che ancora non sono vaccinati sono una piccola percentuale. Se l'Italia, come paese, intendo, fosse quella del mondo del calcio saremmo un passo avanti rispetto a tutti gli altri paesi".