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Cagliari, manita che brucia. Di Francesco: “Se arriva Nainggolan bene, ma serve anche altro”

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

I sardi se a giocano a viso aperto ma l'Atalanta li punisce.

Redazione Il Posticipo

La costruzione dell'identità del Cagliari si rompe in diversi pezzi a Bergamo. Manita per Di Francesco che si gioca la sfida a viso aperto ma esce malissimo dal confronto contro l'Atalanta. Cinque gol subiti e la sensazione, al netto delle trame di gioco, di una evidente fragilità difensiva: Godin ha trovato il gol ma gli ospiti non sono mai stati davvero in partita. Il tecnico analizza la sfida ai microfoni di DAZN.

FRAGILE - Otto reti in tre partite. Troppe. "I primi 30' abbiamo giocato bene, poi abbiamo preso gol in modo ingenuo. Sicuramente serve più qualità nello sviluppo della manovra nella metà campo avversaria. L'Atalanta non ti perdona, attaccano con fisicità e conoscenza di ciò che vuole l'allenatore. Non era facile trovare motivazioni nell'intervallo ma la squadra ha reagito bene, è tornata con la voglia di non disunirsi. Questo è un aspetto positivo". Si è visto un 4-4-2. "Una soluzione studiata per fare stare Joao vicino alla porta e liberarlo un po' da compiti difensivi per questo era un 4-2-3-1".

PROSPETTIVE - Dopo la sosta e un calendario durissimo, probabilmente si vedrà un Cagliari diverso: "Io credo che un giocatore come Nainggolan sia importante, ma serve qualcosa anche in altri ruoli. Paghiamo lo scotto di tanti giovani che devono adattarsi arrivando da altri campionati e altre categorie. La A pretende qualità e fisicità".