Cagliari, ecco Semplici: “Ci aspettano 15 finali da affrontare con determinazione ed entusiasmo. Credo nella salvezza”

Il nuovo tecnico del Cagliari ritiene il traguardo salvezza alla portata.

di Redazione Il Posticipo

Cagliari, via alla cura Semplici. Il nuovo tecnico è atteso da un compito difficile ma non impossibile. Salvare una squadra costruita per essere ambiziosa e che si ritrova a lottare per la permanenza. Sardi demotivati e con l’acqua alla gola. L’allenatore toscano però ritiene la salvezza alla portata. Le sue parole in conferenza stampa lo confermano.

TESTA – Semplici, dopo due allenamenti, ha individuato dove lavorare. “Il problema è soprattutto a livello mentale. I calciatori sono abbattuti dopo tante gare senza risultati. L’involuzione rispetto alle aspettative ha minato il morale della squadra. Ecco perché ritengo che il mio compito sia soprattutto psicologico. Dobbiamo avere la determinazione giusta e l’entusiasmo di credere in una impresa. Ci aspettano 15 finali, ma sono fiducioso. Questi ragazzi hanno del potenziale che non sono ancora riusciti ad esprimere. Ho accettato questa sfida perché ritengo che vi siano i presupposti per centrare l’obiettivo salvezza”.

IMPRESA – A questo punto serve una piccola impresa: “I ragazzi si devono sbloccare. La rosa del Cagliari ha i mezzi per conquistare la permanenza. Non serve tanto insistere sul modulo o sugli aspetti tattici. Servirà semplicemente togliere il freno a mano. Sarà fondamentale cambiare l’approccio alla gara, considerare ogni pallone decisivo e restare concentrati per tutti i 90′. Le indicazioni saranno poche, ma precise. Si continuerà sulla falsariga di quanto abbiamo visto sinora. Porterò le mie idee, ma non servono grandi rivoluzioni. Ho già chiesto ai ragazzi massima collaborazione. Questo è un gruppo sano, può farcela. Non voglio passare per normalizzatore, ma mi auguro di riportare l’entusiasmo necessario per permettere a tutti di esprimersi al meglio. I ragazzi devono ritrovarsi, chi è appannato deve tornare ad essere un campione”.

ANALOGIE – La prima, splendida salvezza con la Spal può essere un esempio. “Ci davano tutti per retrocessi, e probabilmente qualcuno lo pensa anche per questo Cagliari. A Ferrara non è successo, e anche qui in Sardegna voglio ribaltare i pronostici. Come in Emilia punterò sull’unione del gruppo e sul senso di appartenenza. Giocare a Cagliari e per il Cagliari è una grande responsabilità. Si rappresenta una terra intera e anche i giocatori devono capirlo. Qui si difende una storia, una squadra e una identità”.

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