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Busquets: “Cosa penso di quanto accade al Barca? Servono cinque o sei ore…”

STUTTGART, GERMANY - SEPTEMBER 03: Julian Draxler of Germany battles for possession with Sergio Busquets of Spain during the UEFA Nations League group stage match between Germany and Spain at Mercedes-Benz Arena on September 03, 2020 in Stuttgart, Germany. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Il centrocampista, uno dei capitani del Barcellona, ha parlato della "Roja" e di quanto accade in Catalogna.

Redazione Il Posticipo

Sergio Busquets in conferenza stampa alla vigilia della sfida fra Spagna e Ucraina. Il centrocampista, uno dei capitani del Barcellona, ha parlato della "Roja" e di quanto accade in Catalogna. Le sue parole sono riportate dal Mundo Deportivo.

FUTURO - Busquets non è più giovanissimo, ma ha voglia di continuare a rispondere alle chiamate di Luis Enrique. "Chiaramente non ho più 20 anni e mi concentro stagione per stagione. So che non ho molto futuro davanti a me ma mi sento bene. Non ho pensato al ritiro. Rispetto chi ha preso decisioni del genere come Piqué e Casillas, ma non mi sento di dire ancora basta. C'è anche il rischio di infortuni legato a un calendario molto fitto. Dovremmo trovare un accordo ma ritengo sia tutto molto complicato. Giocare anche contro l'Ucraina sarebbe molto impegnativo, ma lavoriamo per farci trovare preparati. E sono disponibile per qualsiasi necessità abbia la squadra".

BARCELLONA - Dalla Spagna... alla Catalogna. A Barcellona, estate piuttosto movimentata. "Sono sempre molto felice di rispondere alla convocazione della Nazionale ma non mi piace fare confronto con l'ambiente che sto sto vivendo a Barcellona. Non è il momento migliore della storia del club, ma una cosa è ciò che succede fuori dal campo, un'altra è ciò che riguarda lo spogliatoio. Se dovessi analizzare tutta la situazione mi servirebbero cinque o sei ore. Posso dire che il calcio è uno sport di squadra e se non stai bene individualmente, non lo sarai collettivamente. E viceversa. Adesso è cambiato qualcosa e si vede. Preferisco concentrarmi su dove sono adesso. Penso all'Ucraina. Una squadra diversa dalla Svizzera, ma non per questo più debole. Non la consideriamo certo come la squadra materasso del girone".