Burdisso e il Superclasico senza rivincita: “Se ti metti a pensare alle conseguenze della sconfitta sei morto”

Nicolas Burdisso, grande ex e tifoso del Boca Juniors, ha raccontato come si vive un match così importante e dalle conseguenze potenzialmente infinite per le squadre in campo. E ha qualche consiglio per chi scenderà in campo…

di Redazione Il Posticipo

“La mia famiglia ha sempre tifato Boca. E per me il Boca era più di una semplice club, ma la squadra di cui ero tifoso”. Una frase che alcuni dei calciatori in campo nel Superclasico che vale la Libertadores avranno detto migliaia di volte. Ma anche qualche tifoso illustre, che ha appena appeso gli scarpini al chiodo, guarderà la partita con la trepidazione di chi ha difeso i colori del Boca e li ha sostenuti sin da bambino. Nicolas Burdisso, grande ex di Inter, Roma, Genoa  e Torino, ha raccontato al The Players’ Tribune come si vive un match così importante e dalle conseguenze potenzialmente infinite per le squadre in campo.

PRESSIONE – La pressione di un derby così sentito si va a sommare all’importanza della partita stessa. Se esiste un match più “pesante” degli altri, per Burdisso non può che essere quello del Monumental. “La partita più importante di un calciatore del Boca è quella contro il River Plate. Quando ci siamo incontrati in Copa Libertadores, nel 2000 e nel 2004, l’ansia che avevo prima delle partite era diversa dal solito. Come calciatore, devi imparare a tenere a bada le pressioni. Tutti noi abbiamo giocato giocato assieme a ragazzi che magari erano più forti di noi, ma non hanno sfondato. Questo perchè se non impari a toglierti di dosso questa pressione insopportabile, non arriverai mai al livello più alto”.

CONSEGUENZE – Un avviso a chi scenderà in campo: bene sentire addosso le aspettative, ma attenzione. Pensare a quel che potrà succedere rischia di distruggere la concentrazione. Anche perchè si tratta di un match…senza rivincita, capace di segnare definitivamente le carriere di chi scenderà in campo.  “A volte la pressione è positiva, ma per partite cruciali devi isolarti, non pensare alle conseguenze. E la partita stessa devi viverla giocata dopo giocata. Se una volta ti hanno superato non vuol dire che lo faranno anche la volta dopo, non devi farti condizionare per la situazione successiva. Prendila come un avviso e ricomincia da capo. Anche perchè, se ti metti a pensare alle conseguenze di una sconfitta o a quello che può succedere se non vinci, sei morto”. Esagerazione? Probabilmente no. E se lo dice Burdisso, che in Italia ha vissuto ben quattro importanti derby, c’è da crederci.

 

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