Nobili decadute, quando il blasone non basta più

Ecco quattro club che dimostrano che una storia blasonata è certamente fonte di orgoglio, ma quando c’è da conquistare punti per evitare una retrocessione serve davvero a poco.

di Francesco Cavallini

Il passato, calcisticamente parlando, serve per ricordare momenti di gloria e per sperare di viverli di nuovo. Non per tutti però, perchè ci sono molti casi di squadre che hanno detto la loro nei propri campionati, celebrato successi importanti o semplicemente ospitato campioni nella propria rosa, ma che ora vivono costantemente nel limbo della mediocrità delle serie inferiori. Le chiamano, non a torto, nobili decadute. Alcune delle quali in questa stagione vivono addirittura l’incubo di scendere ancora di categoria. L’ennesimo insulto ad una storia blasonata che è fonte di orgoglio, ma che quando c’è da conquistare punti per evitare una retrocessione serve davvero a poco.

Germania – Kaiserslautern

Quattro titoli di Germania, uno dei quali, storico da neopromossa. Due coppe di Germania, una Supercoppa e la presenza in squadra di vere e proprie leggende del calcio tedesco come Fritz Walter, Andreas Brehme e Miroslav Klose. Ma neanche tutto questo blasone sembra in grado di evitare al glorioso Kaiserslautern la retrocessione nella Dritte Liga. La squadra del Palatinato continua quindi nella sua spirale negativa, iniziata nel 2012 con la caduta in Zweite Bundesliga e proseguita con uno spareggio perso e posizioni di classifica sempre peggiori. Come la diciottesima (e ultima) in questa stagione, che rischia di mandare i Diavoli Rossi a fare compagnia al Karlsruher, altra nobile decaduta teutonica.

Inghilterra – Birmingham City

Dire Birmingham City riporta ad un calcio che forse non c’è più, ma significa anche dolci ricordi per Barcellona e Roma. La squadra inglese è infatti stata la prima compagine di Sua Maestà a qualificarsi per una finale continentale, quella dell’allora Coppa delle Fiere. E lo ha fatto per ben due volte consecutive, perdendo però sia con i catalani che con i capitolini. Negli anni Settanta il City è inoltre stato la culla della carriera di Trevor Francis, poi ceduto al Nottingham Forest. A proposito, i Garibaldi Reds, al contrario del Birmingham, non rischiano la retrocessione in League One. Che invece sarebbe una vera e propria onta per i Blues, considerando anche che i cugini dell’Aston Villa potrebbero invece tornare in Premier.

Francia – Nancy

Il nome della cittadina della Lorena e sopratutto quello della sua squadra di calcio è legato a doppio filo alla figura di Michel Platini. Le Roi entra infatti a far parte delle giovanili del club nel 1972 e quando nel 1979 si trasferisce al Saint-Etienne ha già trascinato i biancorossi alle migliori stagioni della loro storia. Un clamoroso quarto posto in campionato e la Coppa di Francia 1977-78, vinta proprio con gol di Platini con tanto di fascia da capitano rappresentano lo zenit della società francese. Che, dopo aver avuto in rosa un tre volte Pallone d’Oro e come allenatori Jacquet e Wenger, oggi rischia seriamente la retrocessione in terza divisione, nel Championnat National.

Spagna – Barcellona B

A proposito di Palloni d’Oro, difficile eguagliare il record del Barcellona B, che seppur per sole 22 partite ha visto passare in rosa un certo Leo Messi. Non solo, perchè con la maglia della seconda squadra blaugrana hanno giocato un po’ tutti i grandi protagonisti dell’epopea del Barça targato Rijkaard, Guardiola e Luis Enrique. Iniesta, Xavi, Puyol, Busquets, Piquè e tanti altri che attraverso il loro passaggio al Barcellona B si sono fatti notare dalla squadra dei grandi, di cui poi sono divenuti leggende. I…mini-blaugrana non sono al momento invischiati nella lotta per la retrocessione, ma quattro punti non rappresentano un vantaggio rassicurante. E chissà che per le ultime di campionato Gerard, anche lui prodotto della cantera, non debba chiedere qualche rinforzo a Valverde…

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