Gigi Buffon, ventitre anni di parate e parole

La carriera di Buffon non passa solo attraverso le grandi parate, ma anche tra le parole che l’hanno accompagnata.

di Redazione Il Posticipo

RISPETTO

Schermata 2017-05-04 alle 16.04.03.Thumb_HighlightCenter210058

La rivalità e il campanilismo sono il sale del mondo del calcio, ma quando si supera il limite, bisogna intervenire. E Buffon lo fa in occasione di atti vandalici a Superga, contro la memoria del Grande Torino. Il rispetto, soprattutto per chi non c’è più, è la chiave.

I morti sono morti e non rompono i c……i a nessuno. Vanno lasciati in pace e vanno rispettati, fossero anche i nemici ed i rivali più acerrimi che uno possa avere. Perché i morti hanno mogli, figli e nipoti e dar loro una seconda atroce sofferenza, oltre quella che hanno già patito, è disumano. W la rivalità…. W lo sfottò….. W il campanilismo….. W la sportività…. W la vita nella pienezza dei suoi sentimenti, alcuni nobili, altri magari un po’ meno. Ma quando si scrivono frasi indecorose o inopportuni striscioni, probabilmente senza piena consapevolezza, si è più morti dei morti. Mi provoca ribrezzo e rabbia sentire torturare ancor oggi i nostri 39 angeli dell’Heysel: non macchiamoci delle stesse colpe. Siamo uomini. Dobbiamo distinguerci se vogliamo seminare qualcosa di duraturo e costruttivo per l’umanità che arranca. Non accontentiamoci d’essere mediocri e vili solo per rifarci di uno sgarbo subito.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy