Gigi Buffon, ventitre anni di parate e parole

La carriera di Buffon non passa solo attraverso le grandi parate, ma anche tra le parole che l’hanno accompagnata.

di Redazione Il Posticipo

FOLGORAZIONE

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Nonostante sia tra i migliori di tutti i tempi, anche e soprattutto nel rappresentare la grande scuola tricolore, il modello d’infanzia di Buffon è…abbastanza inaspettato. Fuori dagli schemi e anche dai confini. Ma è una scelta di cuore, che ha segnato la sua carriera e tutto il mondo del calcio.

La mia folgorazione per questo ruolo la ebbi durante i mondiali in Italia del 1990. Avevo dodici anni e mi innamorai non di Maradona o di Lineker e neppure di Roger Milla ma di Thomas N’Kono, il portiere del Camerun, che allora aveva già trentaquattro anni ma entrò nei miei sogni e condizionò la mia vita. È involontario merito suo se sono arrivato dove sono arrivato. Era un portiere che usciva dagli schemi, faceva delle respinte di pugno fantastiche, cose che noi non eravamo abituati a vedere. Insomma fu amore a prima vista per N’Kono ma, soprattutto, per il suo ruolo.

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