Bruno Spaccatutto: Fernandes viene espulso e…negli spogliatoi rompe due porte

Bruno Spaccatutto: Fernandes viene espulso e…negli spogliatoi rompe due porte

Che Bruno Fernandes volesse cambiare aria era evidente a tutti. E il nervosismo sta costando caro al centrocampista con il vizio del gol, che nell’ultimo match di campionato prima ha segnato, poi è stato espulso e alla fine, secondo i giornali portoghesi, se l’è presa…con le porte.

di Redazione Il Posticipo

Che Bruno Fernandes volesse cambiare aria era evidente a tutti. Ma che il portoghese ex Sampdoria, protagonista di un’annata clamorosa con lo Sporting Lisbona, fosse davvero arrabbiato per non essere finito al Manchester United o al Tottenham, era meno preventivabile. Eppure il nervosismo sta costando caro al centrocampista con il vizio del gol, che nell’ultimo match di campionato ha visto rosso, nel vero senso della parola. La stella dello Sporting ha prima segnato grazie a un calcio di punizione deviato, portando la sua squadra in parità nello scontro in trasferta contro il Boavista. E poi, durante il recupero, è stato espulso per doppia ammonizione.

SPACCATUTTO – Dire che non l’abbia presa bene, da quanto riporta il Correio da Manha, rischia di essere un eufemismo. Secondo il quotidiano portoghese, che coadiuva la sua versione con i fermo immagine delle telecamere dello stadio del Boavista, il centrocampista ha totalmente perso la testa nel percorso verso gli spogliatoi, prendendo a calci due porte dell’impianto e distruggendole. Una scena talmente particolare da finire sulla prima pagina dell’edizione cartacea. E che, secondo il Sun, dimostra quanto l’ex calciatore di Novara, Udinese e Samp, che in Italia ha giocato cinque stagioni tra Serie B e Serie A, sia frustrato per l’impossibilità di trasferirsi in una big.

IL NO DELLO SPORTING – Lo stesso calciatore qualche settimana fa ha spiegato che aveva trovato un accordo con il Tottenham, ma che è stato lo Sporting a dire di no. “Il Tottenham ha presentato diverse offerte per me e dal mio punto di vista non c’era nessun problema: non ho mai avuto grandi pretese e dei miei affari si è sempre occupato il mio procuratore. Io volevo giocare in Premier League e c’erano tutte le condizioni per chiudere l’affare. Ma lo Sporting ha ritenuto che l’offerta degli Spurs non fosse abbastanza buona. E io non posso fare altro che rispettare la decisione del club”. Chissà però se lo scatto d’ira non sia solo riconducibile all’espulsione, ma anche al mancato volo in Inghilterra…

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