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Bruno Fernandes ha un problema: non incide contro le “big six”

MANCHESTER, ENGLAND - JANUARY 01: Bruno Fernandes of Manchester United scores their team's second goal from the penalty spot during the Premier League match between Manchester United and Aston Villa at Old Trafford on January 01, 2021 in Manchester, England. The match will be played without fans, behind closed doors as a Covid-19 precaution. (Photo by Carl Recine - Pool/Getty Images)

Il portoghese ha portato i Red Devils in cima alla Premier League, ma continua a mostrare qualche limite.

Redazione Il Posticipo

Bruno Fernandes è stato sensazionale dal suo arrivo al Manchester United un anno. Il portoghese ha portato i Red Devils in cima alla Premier League, ma continua a mostrare qualche limite. Nei match che contano, quelli con le "big sixes" per intendersi, l'ex calciatore dello Sporting Lisbona non è incisivo come quando gioca contro le piccole.

INCEPPATO - Le sue statistiche, riportate dal Sun, non lasciano spazio alle interpretazione. I numeri dicono che al netto della prestazione di livello ad Anfield, dove ha anche sfiorato il gol su un calcio di punizione che si è perso a pochi centimetri da Alisson che poi lo ha ipnotizzato nel face to face, non è la prima volta che Fernandes non è decisivo negli scontri diretti. Sinora ha giocato otto big match e ha al suo attivo solo due gol, una media ogni 328 minuti. Più del doppio rispetto alla norma di una rete ogni 119' contro il resto delle squadre in Premier League. E se si contano gli assist il prodotto non cambia: uno ogni 70' minuti rispetto ai 164' contro le big sixes.

 (Photo by Oli Scarff/Pool via Getty Images)

CRESCERE - La sensazione, al netto dei numeri è che il ragazzo debba ancora compiere l'ultimo step. Anche Solskjaer, del resto, gli ha chiesto una maggiore cattiveria. Fernandes, però, a differenza di molti suoi compagni, gode di una sorta di immunità. Pogba e Maguire sono spesso nell'occhio del ciclone, mentre al portoghese, anche se fino a un certo punto, è perdonato qualcosa in più.

EQUILIBRI - Resta però evidente il problema. Il ragazzo, nelle grandi partite, tende a sparire. Il che non significa che sia un peso, anzi, ma è lecito domandarsi perché Fernandes perda la naturalezza e l'incoscienza di cercare la giocata quando il pallone è più "pesante". In fondo, è in quei momenti che occorre spostare gli equilibri. L'esempio più fulgido è sempre a Manchester ma veste la maglia del City. Kevin de Bruyne, in questo senso è una garanzia: a differenza del portoghese, che può tirare fuori il jolly o assentarsi, il belga è molto più presente e pesante nell'economia di un big match. Fattore che in una Premier quanto mai equilibrata, può rivelarsi decisivo.