Bruno Fernandes ha un problema: non incide contro le “big six”

Il portoghese ha portato i Red Devils in cima alla Premier League, ma continua a mostrare qualche limite.

di Redazione Il Posticipo

Bruno Fernandes è stato sensazionale dal suo arrivo al Manchester United un anno. Il portoghese ha portato i Red Devils in cima alla Premier League, ma continua a mostrare qualche limite. Nei match che contano, quelli con le “big sixes” per intendersi, l’ex calciatore dello Sporting Lisbona non è incisivo come quando gioca contro le piccole.

INCEPPATO – Le sue statistiche, riportate dal Sun, non lasciano spazio alle interpretazione. I numeri dicono che al netto della prestazione di livello ad Anfield, dove ha anche sfiorato il gol su un calcio di punizione che si è perso a pochi centimetri da Alisson che poi lo ha ipnotizzato nel face to face, non è la prima volta che Fernandes non è decisivo negli scontri diretti. Sinora ha giocato otto big match e ha al suo attivo solo due gol, una media ogni 328 minuti. Più del doppio rispetto alla norma di una rete ogni 119′ contro il resto delle squadre in Premier League. E se si contano gli assist il prodotto non cambia: uno ogni 70′ minuti rispetto ai 164′ contro le big sixes.

(Photo by Oli Scarff/Pool via Getty Images)

CRESCERE – La sensazione, al netto dei numeri è che il ragazzo debba ancora compiere l’ultimo step. Anche Solskjaer, del resto, gli ha chiesto una maggiore cattiveria. Fernandes, però, a differenza di molti suoi compagni, gode di una sorta di immunità. Pogba e Maguire sono spesso nell’occhio del ciclone, mentre al portoghese, anche se fino a un certo punto, è perdonato qualcosa in più.

EQUILIBRI – Resta però evidente il problema. Il ragazzo, nelle grandi partite, tende a sparire. Il che non significa che sia un peso, anzi, ma è lecito domandarsi perché Fernandes perda la naturalezza e l’incoscienza di cercare la giocata quando il pallone è più “pesante”. In fondo, è in quei momenti che occorre spostare gli equilibri. L’esempio più fulgido è sempre a Manchester ma veste la maglia del City. Kevin de Bruyne, in questo senso è una garanzia: a differenza del portoghese, che può tirare fuori il jolly o assentarsi, il belga è molto più presente e pesante nell’economia di un big match. Fattore che in una Premier quanto mai equilibrata, può rivelarsi decisivo.

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